La coperta troppo corta della Sanità. Irto: «Un dramma per la Calabria»
Che ci sia qualcosina da rivedere lo ammette Antonio Tajani: «Nel corso del dibattito parlamentare si potrà intervenire su pensioni, sanità e previdenza dedicata al comparto difesa e sicurezza». E se persino il vicepremier e leader di Forza Italia conferma che c’è più di un problemino nella legge di Bilancio aggiungendo che «quando sarà possibile ne parleremo con Giorgetti», sui tagli alla sanità suonano meno stonate anche le perplessità dei presidenti di Regione, l’ultimo dei quali Attilio Fontana. «È chiaro – ha ammesso ieri il governatore leghista della Lombardia – che dovremmo ridurre certe prestazioni, che dovremmo non poter continuare ad assumere le persone che dovevamo assumere e che ci troveremmo un po’ in una situazione di difficoltà dopo il grande sforzo fatto per l’abbattimento delle liste d’attesa».
Che si tratti di tagli o più diplomaticamente di un «mancato incremento delle risorse», numeri alla mano nella maggioranza il dibattito è apertissimo in vista dei prossimi passaggi parlamentari. Ed è lì che l’opposizione aspetta al varco la coalizione di governo.
«Il centrodestra spinge sempre di più verso la sanità privata», attacca il senatore reggino del Pd Nicola Irto, che parla di «manovra scandalosa» in riferimento soprattutto allo «spaventoso definanziamento del Servizio sanitario nazionale che vede il paradosso di appena 7,1 miliardi di risorse aggiuntive nel triennio 2027-2029, contro gli oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni. Contestualmente – prosegue Irto – si prevede un contemporaneo aumento di tre punti percentuali del tetto di spesa per le prestazioni acquistate dai privati accreditati. Sono dati che dimostrano la volontà dell’esecutivo di lasciare la sanità pubblica senza le risorse necessarie e di alimentare il ricorso a quella privata, con conseguenze pesantissime soprattutto per il Mezzogiorno».
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