Sardegna

Entro il 2050 a Oristano solo energia rinnovabile

Oristano

Proposta di 12 associazioni del terzo settore. Audizione  in Regione 

Una rete di 12 realtà della società civile ha presentato a Oristano – in occasione dell’incontro pubblico “Agenda Energia Sardegna 2050” – una proposta per arrivare a un sistema energetico interamente rinnovabile entro 24 anni. Si fonda su quattro pilastri: la necessità di un cambiamento culturale e sociale, la partecipazione delle comunità, l’efficienza energetica e una strategia con tempi, obiettivi e risorse definiti.

Al termine del confronto, Antonio Solinas, presidente della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale, ha accolto la richiesta di ascoltare in audizione, appena possibile, gli enti del terzo settore. Presente all’incontro, giovedì scorso all’Hospitalis Sancti Antoni, anche l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani. L’esponente dell’esecutivo ha osservato che decarbonizzare non è semplice, perché in molti casi il processo riguarda grandi aziende energivore: serve quindi una transizione sostenibile e giusta.

Il convegno è stato moderato da Luisanna Usai, mentre Giampiero Vargiu ha illustrato la proposta che ha dato il titolo alla serata. Come si legge nel documento, l’obiettivo è la neutralità climatica al 2050, con il 100% di elettricità da fonti rinnovabili. Le tappe intermedie indicate sono una riduzione delle emissioni del 55% e almeno il 70% di elettricità rinnovabile entro il 2030, e oltre l’85% entro il 2040. Tra le misure figurano le comunità energetiche, 3-4 gigawatt di accumulo entro il 2030, l’adeguamento della rete elettrica a un sistema di energia diffusa e l’idrogeno verde nei poli industriali. Per il 2050 si stimano 40.000 nuovi posti di lavoro. Sul piano della governance si propongono poi una cabina di regia Energia-Clima e un’Agenzia dell’Energia.

Secondo i promotori, la transizione richiede il passaggio da un sistema piramidale a uno di energia distribuita. Sul fronte della partecipazione, le associazioni chiedono una legge regionale sul dibattito pubblico, ispirata alla Convenzione di Aarhus, che garantisca un coinvolgimento attivo e propositivo delle comunità, misurato con indicatori precisi. L’efficienza energetica è indicata come la prima fonte di energia pulita: nel documento si ricorda che gli edifici incidono per il 40% sui consumi energetici dell’Unione europea e che in Italia il 74% delle abitazioni rientra nelle classi E, F o G.

Il consigliere regionale Antonio Solinas ha illustrato le problematiche affrontate in questi anni dalla Regione, a partire dall’individuazione delle aree idonee. Si è parlato anche della necessità di un mix di fonti rinnovabili e di sistemi di accumulo. Nel dibattito sono state poi evidenziate le criticità della rete elettrica sarda, da adeguare a un modello di energia diffusa.

Tra gli interventi, quello di Giampaolo Lilliu, presidente dell’Associazione regionale ex esposti amianto, che ha portato l’attenzione sullo smaltimento dell’amianto dagli immobili, citando uno studio del Crs4. La coordinatrice di Cittadinanzattiva, Maria Grazia Fichicelli, ha sollevato diverse questioni, in particolare sulla partecipazione.

L’appuntamento è stato promosso da Meic, Domus, Oristano e oltre, Movimento dei Focolari, Acli, 50&Più, Cittadinanzattiva Sardegna, Associazione nazionale dei Vigili del fuoco, Masci, Centro italiano femminile, Associazione ex esposti amianto e Adiconsum. Fa seguito a un primo incontro dello scorso febbraio sulla strategia energetica della Regione, in cui si era discusso del sistema energetico regionale, della normativa, delle controversie tra Regione e Stato e dell’efficienza energetica. In quell’occasione le associazioni avevano proposto di redigere un documento da consegnare all’assessore Cani.

Sabato, 6 novembre 2026

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