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Recensione Engwe E26 3.0 Pro: caratteristiche, autonomia e prezzo




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Dopo averci portato la Zip, la compattissima ebike che si piega a mo’ di trolley, Engwe lancia la E26 3.0 Pro, un modello che si trova praticamente all’estremo opposto. Si tratta di una evoluzione della E26 che avevamo provato circa due anni fa, una bici pesante e robusta, come lo è del resto anche questa nuova versione, che però interviene su alcune delle criticità riscontrate nella precedente. Se siete interessati alle ebike “grosse”, che mangiano le salite a colazione, e non vi spaventa il loro peso, ne rimarrete affascinati, complice anche e soprattutto un prezzo tutto sommato onesto per la sua categoria.

Caratteristiche Tecniche

  • Peso: 34 kg con batteria / 30,2 kg senza batteria
  • Portata massima: 150 kg
  • Telaio: full suspension in lega di alluminio 6061, non pieghevole
  • Sospensione anteriore: forcella ammortizzata regolabile da 80 mm con blocco idraulico
  • Sospensione posteriore: ammortizzatore ad aria regolabile da 30 mm, con sistema a 4 leveraggi
  • Pneumatici: 26″ × 3.0″ All-Road con fianchi riflettenti
  • Motore: centrale Mivice X700 da 250 W (500 W di picco), 48 V
  • Coppia massima: 100 Nm
  • Batteria: 720 Wh (48 V, 15 Ah) removibile, celle LG agli ioni di litio
  • Assistenza alla pedalata: 5 livelli
  • Autonomia dichiarata: fino a 135 km (in PAS 1)
  • Display: LCD a colori da 3,5″
  • App: compatibile con ENGWE App, con controllo e monitoraggio della bici
  • Caricatore: rapido da 54,6 V e 4 A
  • Tempo di ricarica: circa 4-5 ore
  • Freni: idraulici a disco da 180 mm anteriori e posteriori
  • Cambio: Shimano a 8 velocità
  • Luci: fari anteriori e posteriori a LED
  • Sicurezza: tracciamento GPS e allarme antifurto
  • Portapacchi: posteriore incluso, con portata massima di 25 kg
  • Resistenza all’acqua: IPX7 cablaggio, IPX6 display e luci, IPX5 motore e centralina, IPX4 vano batteria

Il peso della Engwe E26 3.0 Pro (34 kg) è stato ridotto solo marginalmente rispetto alla vecchia versione (mezzo chilo, per l’esattezza), quindi non è certo una ebike piacevole da utilizzare senza assistenza.

Adotta un motore centrale da 250 W (e 500 W di picco, completamente legale) con una coppia massima di ben 100 Nm ed un sensore di coppia che legge i movimenti dei pedali in maniera molto precisa.

Si aggiungono poi delle ruote da 26 pollici che montano pneumatici larghi 3 pollici, capaci di offrire una superficie d’appoggio generosa, affiancati alle sospensioni su entrambi i fronti: all’anteriore troviamo una forcella ammortizzata da 80 mm, mentre al posteriore c’è un ammortizzatore ad aria con sistema a quattro leveraggi.

È chiaramente una configurazione che vuole garantire comfort anche quando si abbandona l’asfalto, ma soprattutto nei tratti pieni zeppi di salite.

Funzionalità

Nella E26 3.0 Pro vi è una dotazione di funzioni che riprende in buona parte quella delle migliori ebike Engwe.

 Partiamo però da un’assenza, cioè la mancanza delle Boost Mode, funzione su cui l’azienda sta puntando molto negli ultimi modelli e che ormai avevamo imparato ad apprezzare. 

Qui ha scelto invece di lavorare maggiormente sul nuovo motore centrale e sull’ottimizzazione del sensore di coppia, cercando di rendere l’erogazione più pronta e naturale. La Boost Mode un po’ ci è mancata per le partenze da fermi nel traffico, soprattutto perché ci eravamo abituati a utilizzarla, ma bisogna riconoscere che la bici risponde bene anche senza.

Abbiamo comunque a disposizione cinque livelli di assistenza e l’immancabile modalità Walk, utile per accompagnare la bici a piedi quando dobbiamo spostarla. Non manca poi la classica dotazione di illuminazione, con il faro anteriore e il posteriore con luce di stop, entrambi alimentati dalla batteria principale, oltre ad un clacson elettrico dal suono piuttosto squillante.

Anche il display è quello che abbiamo già incontrato su diverse ebike Engwe, un pannello LCD a colori da 3,5 pollici, sviluppato in verticale.

La schermata permette di tenere sotto controllo le principali informazioni di guida, come velocità, livello di assistenza e dati del viaggio. 

Sul lato sinistro del manubrio c’è invece il gruppo di pulsanti fisici, con i quali possiamo accendere e spegnere la bici, cambiare il livello di assistenza, gestire le luci e attivare il clacson. Spunta anche un cavalletto più robusto rispetto alla E26.

Le novità più interessanti arrivano però dalla piena compatibilità con l’app Engwe (che la precedente non aveva) e dalla conseguente componente smart. Da un paio d’anni l’azienda sta arricchendo le proprie ebike con sistemi di connettività e sicurezza, e la E26 3.0 Pro non ne è da meno. Integra infatti il tracciamento GPS e un vero e proprio sistema antifurto. 

Attraverso lo smartphone possiamo monitorare la posizione della bici, controllarne lo stato e ricevere avvisi in caso di movimenti sospetti, con la possibilità di attivare l’allarme sonoro.

Sono appunto le stesse funzioni che abbiamo già visto su altri modelli del marchio. 

Bisogna però tenere presente che adesso il servizio GPS è incluso gratuitamente soltanto per il primo anno: dal secondo è necessario sottoscrivere un abbonamento a 40 euro all’anno per continuare a utilizzare il tracciamento e i servizi collegati. Rimane gratuito il blocco / sblocco induttivo tramite smartphone o via password, e tutte le funzioni via Bluetooth, come la gestione delle luci o del livello di assistenza.

Modalità di guida

La vocazione da eSUV della E26 3.0 Pro la si respira ovviamente nella modalità di guida, anche perché vanta una posizione di guida piuttosto rilassata, ma su questo aspetto ci ritorneremo a breve.

Il protagonista è naturalmente il nuovo motore centrale Mivice da 100 Nm, abbinato al cambio Shimano a 8 rapporti e al sensore di coppia. Rispetto alla precedente E26, che utilizzava un motore nel mozzo posteriore, qui abbiamo una soluzione più evoluta, che distribuisce meglio le masse e soprattutto rende l’erogazione più naturale.

Come anticipato, il peso di 34 kg si fa certamente sentire quando bisogna spostarla a mano o la si pedala senza assistenza, ma una volta in movimento il tutto viene compensato dall’assistenza elettrica e dalla stabilità generale del mezzo, con le ruote da 26 pollici che offrono una ottima aderenza. Il motore poi reagisce alla pressione che esercitiamo sui pedali in modo molto preciso, dosando la spinta in base allo sforzo richiesto.

È soprattutto quando la strada comincia a salire, nelle pendenze per l’appunto, che i 100 Nm fanno la differenza: la E26 3.0 Pro è progettata proprio per affrontare dislivelli importanti, e il motore ha una riserva di coppia che permette di superare anche pendenze impegnative con sforzo minimo. 

A rendere il tutto più confortevole ci pensa poi la doppia sospensione. Davanti spunta una forcella con 80 mm di escursione e blocco idraulico, dietro c’è un ammortizzatore ad aria regolabile da 30 mm, collegato ad un sistema a quattro leveraggi.

Insieme agli pneumatici da 3 pollici, tutte queste soluzioni permettono di assorbire buona parte delle irregolarità che si incontrano durante il tragitto, dalle buche cittadine al pavé, passando per ghiaia, strade bianche e percorsi di campagna. 

Il blocco della forcella torna invece utile quando si procede prevalentemente su asfalto, soprattutto in salita, per limitare l’affondamento e rendere la pedalata più efficiente.

Chiaramente non siamo davanti a una mountain bike per affrontare discese tecniche o percorsi particolarmente estremi, ma la versatilità è proprio il suo punto di forza, perché la E26 3.0 Pro si trova a suo agio tanto negli spostamenti di ogni giorno, quanto nelle uscite fuori città.

Autonomia

Per quanto riguarda l’autonomia, la Engwe E26 3.0 Pro monta una batteria removibile da 720 Wh, una capacità piuttosto generosa

L’azienda dichiara fino a 135 km con il primo livello di assistenza, ma difficilmente rimarrete fissi sul PAS 1, anzi, è più probabile che giocherete tra il terzo e il quinto livello di assistenza.

In base alle nostre prove, stando intorno al quarto livello in media, si riescono agevolmente a coprire almeno 80-85 km.

Per la ricarica troviamo invece un caricatore rapido da 4 A, che consente di completare un ciclo in 4 ore. È possibile inoltre intervenire sulla corrente di ricarica dall’app, riducendola rispetto alla modalità più rapida: in questo modo la batteria impiega più tempo per raggiungere la carica completa, ma può essere sottoposta a un processo di ricarica meno aggressivo.

Esperienza d’uso

Prima di parlare dell’esperienza vera e propria, una piccola nota sul montaggio, che non abbiamo approfondito in apertura. 

La E26 3.0 Pro si assembla seguendo una procedura abbastanza simile a quella delle altre bici Engwe: il manuale è chiaro e l’azienda mette a disposizione anche un video tutorial su YouTube, quindi non ci sarebbero particolari difficoltà, se non fosse per il peso.

La confezione supera i 40 kg e, durante il montaggio, ci siamo fatti aiutare da una seconda persona (grazie, pà!).

In particolare, quando arriva il momento di capovolgere la bici per lavorare sulla ruota, è decisamente meglio essere in due, sia per gestire il peso, sia per evitare che il telaio o altri componenti sbattano o striscino sul pavimento. 

Non è un montaggio troppo complicato, ma il consiglio è di non affrontarlo da soli, soprattutto se non avete molto spazio a disposizione.

Una volta in strada, la prima cosa che si apprezza è proprio la sensazione di solidità. La E26 3.0 Pro è una bici robusta, imponente e stabile, e questo si traduce in una guida particolarmente rassicurante, che non è una cosa così scontata.

Certo, il peso rimane un limite concreto quando bisogna spostarla da fermi o sollevarla, ma durante la pedalata contribuisce a trasmettere una bella sensazione di controllo. 

Anche il comfort è tra i migliori che abbiamo provato sulle e-bike Engwe: la posizione è abbastanza rilassata, la seduta è comoda e la combinazione tra pneumatici larghi e doppia sospensione permette di affrontare anche percorsi sconnessi senza che ogni buca si trasformi in una sollecitazione.

La sospensione posteriore ad aria è particolarmente importante in questo senso, perché contribuisce a rendere la pedalata meno stressante anche sui percorsi più sconnessi. C’è però una cosa da tenere presente, cioè che l’assetto delle sospensioni può richiedere qualche regolazione per adattarsi al proprio peso e alle proprie preferenze. In particolare, l’ammortizzatore posteriore può risultare piuttosto rigido con la taratura iniziale, quindi vale la pena dedicarci un po’ di attenzione per ottenere il comfort desiderato.

In più, l’aspetto che ci ha convinto maggiormente è il lavoro fatto sull’ottimizzazione del motore e della trasmissione. Non parliamo soltanto dei 100 Nm di coppia, che sulla carta sono già un valore notevole, ma di come tutta la parte elettrica dialoga con la pedalata. Il motore centrale e il sensore di coppia lavorano molto bene insieme al cambio Shimano a 8 velocità: quando spingiamo sui pedali, l’assistenza arriva in maniera coerente e accompagna il nostro sforzo, e non dà quella fastidiosa sensazione di pedalare a vuoto che può capitare su alcune ebike.

Anche quando vogliamo contribuire maggiormente con la forza delle gambe, la bici risponde bene e la pedalata rimane piacevole. Si ha insomma la sensazione che motore, sensore e rapporti siano stati calibrati per lavorare insieme, anziché essere semplicemente messi uno accanto all’altro.

Ritorniamo però sull’assenza della Boost Mode, sulla quale vale la pena spendere due parole in più. Sulle altre Engwe che abbiamo provato ci eravamo abituati a utilizzare questo comando soprattutto nelle partenze da fermi quando si è nel traffico, perché per l’appunto bastava premerlo per avere subito una spinta decisa e rendere molto più semplice la ripartenza. Qui, invece, bisogna affidarsi esclusivamente al sensore di coppia.

Sia chiaro, basta imprimere una minima forza sui pedali per attivare l’assistenza, ma la differenza si nota soprattutto quando si parte con il primo livello: non abbiamo immediatamente quella spinta che sulle altre bici arriva premendo il tasto Boost.

Di conseguenza, bisogna dare una piccola pedalata iniziale e lasciare che il sensore rilevi il nostro sforzo prima di ricevere il supporto del motore. 

Per il resto, la E26 3.0 Pro ci ha convinto anche per la qualità costruttiva. Durante la prova si è dimostrata silenziosa, solida e ben assemblata, non abbiamo particolari scricchiolii e la cura del telaio è evidente. Le saldature sono praticamente invisibili e i cavi sono integrati e nascosti molto bene. Non c’è il lungo cavo frontale pendente come nella (ottima) Engwe Engine Pro 3.0 Boost.

A proposito della Engine, da quest’ultima eredità i freni idraulici a disco da 180 mm anteriori e posteriori, che offrono una frenata progressiva efficace, aspetto indispensabile per una bici così pesante.

Un’ultima piccola nota riguarda il clacson, che appunto è elettronico, comodo e sicuramente squillante, ma forse anche fin troppo. Durante una prova su pista ciclabile ci è capitato di utilizzarlo per avvisare una persona che camminava senza accorgersi del nostro arrivo, finendo però per spaventarla proprio a causa del volume piuttosto elevato.

Non essendoci la possibilità di regolarne l’intensità, un classico campanello sarebbe stato decisamente utile, magari da affiancare al clacson. È un accessorio che si può acquistare con pochi euro e non rappresenta certo un problema insormontabile, ma considerando il prezzo della E26 3.0 Pro ci sarebbe piaciuto trovarne uno già incluso nella confezione.

Prezzo e Acquisto

La Engwe E26 3.0 Pro è disponibile su Amazon Italia a 1.899€. Il primo batch è stato lanciato sul finire dell’estate e ora l’azienda sta raccogliendo nuovi ordini per il secondo invio, con consegne previste a fine novembre. Attualmente vi è un’offerta lancio promozionale che vi offre uno sconto di 100€ e una serie di accessori aggiuntivi.

Detto ciò, è senz’altro una delle ebike più costose mai proposte da Engwe, ma anche di una delle più potenti, con motore centrale da 100 Nm, batteria da 720 Wh, doppia sospensione e funzionalità smart.

Per fare un confronto, la Haibike Adventr 4, una ebike con caratteristiche simili, costa più del il doppio.

La Engwe gioca più che altro contro la Fiido Nomads Pro (di cui vi proporremo la recensione prossimamente) e la Moma E-MTB Full Suspension 29″ PRO. A 1.799 euro in preordine, la proposta Engwe è comunque abbastanza onesta per quello che offre.

Engwe E26 3.0 Pro – Foto dal vivo

Il sample per questa recensione è stato fornito da Engwe, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Engwe E26 3.0 Pro

Engwe E26 3.0 Pro è esattamente quello che ci si aspetta soltanto guardandola, una ebike potente, robusta, ben costruita e soprattutto ottimizzata nel modo in cui dialogano sensore di coppia, assistenza e pedalata. Non ci sono rivoluzioni in termini di display o nelle impostazioni rispetto agli altri modelli della scuderia, è una ebike che punta alla sostanza, e lo fa mettendo insieme il meglio di tutto ciò che ha fatto Engwe negli anni. La Boost Mode avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta ma, considerando l’intero pacchetto, l’azienda ha realizzato una delle sue ebike migliori.

Voto finale

Engwe E26 3.0 Pro

Pro

  • Comfort di guida con doppie sospensioni e pneumatici larghi
  • Ottimo dialogo tra sensore di coppia e cambio, ben bilanciato
  • Costruzione solida, cavi nascosti nel telaio
  • Ottima autonomia e ricarica rapida

Contro

  • Si sente un po’ la mancanza della Boost Mode nelle partenze
  • È grossa e pesante, con tutto ciò che ne consegue
  • Un campanello meccanico in confezione avrebbe fatto comodo
  • Funzionalità smart a pagamento dopo il 1° anno

Giorgio Palmieri

Giorgio Palmieri
Da oltre dieci anni nel network di SmartWorld, ho iniziato il mio viaggio con AndroidWorld recensendo videogiochi mobile, con un occhio di riguardo per le perle nascoste negli angoli più reconditi dei negozi virtuali. Nel tempo, la mia passione è cresciuta insieme al sito, permettendomi di esplorare il mondo della tecnologia a 360°. Mi piace definirmi un jolly: scrivo, edito e collaboro a tutto ciò che mi appassiona. Ma, nel profondo, il mio cuore batte sempre e solo per loro: i videogiochi.

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