Friuli Venezia Giulia

Sette anni di furti e risse, ora basta


La paninoteca Starbox di via Roma ha abbassato definitivamente le serrande. L’attività si trasferisce nel centro commerciale Città Fiera, dove comincerà a operare a gennaio. A darne notizia è il sociologo Marco Orioles, che ha incontrato il titolare Luigi Armano, che gestisce anche il Caffè Corin nello stesso tratto di strada. Armano aveva aperto Starbox nel 2020, come punto di riferimento moderno in quello che è noto come il quartiere delle magnolie, proprio di fronte al suo caffè. Sette anni dopo, ha scelto di andarsene.

“Non possiamo lasciare un dipendente solo la sera”

Le ragioni della resa sono molteplici e tutte legate al contesto del quartiere. “In questi sette anni – dice Armano – abbiamo sopportato furti, risse continue che spesso si sono spostate fin davanti al locale, persone in fuga da situazioni violente che hanno trovato rifugio all’interno di Starbox, spaventando clienti e personale. La nostra azienda – continua – ha sostenuto per anni il costo di due dipendenti durante il servizio serale, nonostante il lavoro fosse spesso sufficiente per una sola persona. Lo abbiamo fatto per una ragione molto semplice: non ritenevamo giusto lasciare un dipendente da solo in una situazione che non garantiva sufficienti condizioni di sicurezza. Siamo stanchi di dover chiamare continuamente forze dell’ordine e ambulanze, di dover gestire situazioni di tensione, problemi con i vicini per un condizionatore, questioni legate ai rifiuti abbandonati davanti al locale e tante altre situazioni che, oltre a creare disagio, danneggiano inevitabilmente l’immagine dell’attività”.

A pesare, racconta ancora Armano, anche i commenti dei clienti nel corso degli anni. “In questi anni mi sono sentito dire tante volte: ‘Bello tutto, peccato la zona’; ‘In quella zona non porto la famiglia’; ‘Se cambiate posto verremo più spesso’; ‘Non c’è parcheggio e camminare da soli la sera è un problema’. Frasi che, ascoltate una volta, possono anche essere comprensibili. Ma dopo sette anni iniziano a pesare. Perché dietro Starbox – continua l’imprenditore – ci sono stati investimenti, sacrifici, idee, tanta energia e soprattutto la volontà di portare qualcosa di nuovo, contribuendo anche a dare un’immagine diversa e più vivace alla nostra amata via Roma”.

Il quartiere e il nodo sicurezza

Armano ha già ceduto il locale a un cittadino afghano. Prima che aprisse Starbox, nello stesso spazio operava una gastronomia afghana chiamata Kabul House. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio. Via Roma si trova nel cuore di un quartiere multietnico dove, secondo i dati riportati da Orioles, oltre il 40 per cento degli abitanti è di origine straniera — percentuale che nella via stessa sale al 50 per cento — e il commercio è ormai quasi interamente gestito da immigrati. Il problema, scrive Orioles, non è la composizione demografica del quartiere, ma la presenza di una minoranza di migranti dediti ad attività illecite e all’abuso di sostanze, che alimenta tensioni ed episodi di violenza. Le forze dell’ordine presidiano costantemente la zona, con operazioni definite dalla questura “ad alto impatto”, che includono identificazioni, perquisizioni e unità cinofile. È presente anche un presidio mobile delle forze armate. Tuttavia, secondo Orioles, arresti e allontanamenti vengono rapidamente vanificati dall’arrivo di nuovi soggetti problematici.


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