Electrolux Porcia, il 2 a Roma si decide il futuro dello stabilimento
Ridotti gli esuberi tra gli operai, ma restano 241 tagli tra gli impiegati. Electrolux apre a una maggiore produzione di lavasciuga, ma sindacati e Regione chiedono garanzie concrete su occupazione e prospettive industriali.
PORCIA – Il futuro di Electrolux Porcia passa dall’incontro del 2 novembre, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un appuntamento atteso, nel quale azienda, sindacati e istituzioni torneranno a confrontarsi su una vertenza che coinvolge centinaia di lavoratori e rappresenta una questione centrale per l’economia del Pordenonese.
Dall’ultimo confronto del 28 ottobre sono arrivati alcuni segnali di apertura da parte dell’azienda. Gli esuberi previsti per gli operai di Porcia sono scesi da 175 a 145, mentre restano 241 quelli relativi al personale impiegatizio. Electrolux ha inoltre manifestato la disponibilità ad aumentare dal 30 al 50 per cento la quota di produzione di lavasciuga da mantenere nello stabilimento, passando da 70 mila a circa 100 mila pezzi all’anno.
Passi avanti che, tuttavia, non bastano ancora a convincere le organizzazioni sindacali. La richiesta è quella di ulteriori garanzie occupazionali, maggiori certezze sui volumi produttivi e strumenti per gestire le uscite senza ricorrere ai licenziamenti. Resta inoltre aperta la questione degli impiegati, per i quali il piano di riorganizzazione continua a prevedere un numero significativo di eccedenze.
Grande attenzione anche da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, che sarà presente al tavolo ministeriale. Gli assessori Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini chiedono garanzie non soltanto per la produzione, ma anche per la salvaguardia delle attività di ricerca e sviluppo e del data center di Pordenone, considerate competenze strategiche per il futuro del sito.
La preoccupazione, infatti, va oltre il numero degli esuberi. Il vero interrogativo riguarda il ruolo che Electrolux intende assegnare a Porcia nei prossimi anni e la possibilità che lo stabilimento mantenga una presenza produttiva e tecnologica significativa.
La vertenza coinvolge del resto un intero territorio: attorno alla fabbrica ruota un indotto importante, fatto di aziende, fornitori e servizi che dipendono dalla continuità dell’attività industriale.
Il 2 novembre a Roma si cercherà dunque di capire se le aperture dell’azienda potranno trasformarsi in impegni concreti. Per i lavoratori e per il Pordenonese non è soltanto una trattativa sugli esuberi: è una partita che riguarda il futuro industriale di Porcia e la tenuta economica di un territorio.




