L’Entella cade al Ferraris contro la Sampdoria, Chiappella: “Nervosi dopo i due gol. Siamo preoccupati ma serve lucidità”

Genova. La Virtus Entella perde 2-0 contro la Sampdoria e resta ferma al quattordicesimo posto a quota 10 punti, vedendosi avvicinata dalle squadre invischiate in acque pericolose: è -1 dalla zona playoff.
“La squadra ha approcciato bene la gara, disputando secondo me venti minuti di buon livello. Siamo riusciti a portare il pressing che avevamo preparato, cercando di mettere subito pressione alla Sampdoria e di prendere in mano la partita. Lo abbiamo fatto con la giusta qualità e intensità. Forse abbiamo sbagliato qualcosa in fase di costruzione, concedendo qualche ripartenza, ma nei primi venti minuti avevamo tenuto bene il campo in entrambe le fasi – dichiara il tecnico biancoceleste Andrea Chiappella -. Quello che mi dispiace è che, dopo l’episodio del gol, siamo stati molto frenetici e troppo verticali. Avremmo dovuto trovare con maggiore qualità le superiorità interne ed esterne, in base a come la Sampdoria si difendeva. Nella seconda parte, dopo aver subito il gol, siamo stati inefficaci, confusionari, a volte precipitosi e altre troppo lenti nel muovere la palla. Abbiamo perso efficacia e presenza sul campo. La Sampdoria, una volta passata in vantaggio e trovato anche il 2-0, ha potuto gestire la partita. Noi, però, non siamo riusciti a reagire nel modo giusto”.
“Abbiamo preso un gol che sicuramente potevamo evitare: quando si subisce una rete c’è sempre qualcosa da migliorare. Allargando però l’analisi, in questa prima parte di campionato la squadra non ha mai sofferto con grande continuità, se non in qualche situazione sulle seconde palle al limite dell’area e nella fase di marcatura. Nel complesso abbiamo sempre fatto, secondo me, un buon lavoro. Sull’episodio fortuito si poteva fare meglio, assolutamente, ma in questo momento non è quello su cui voglio concentrare l’attenzione”.
Su Marconi: “Ha fatto un’ottima partita ed è rientrato in un contesto non facile, con spazi ampi e la difficoltà di difendere a campo aperto. Ha fatto un lavoro enorme”.
Sul momento della squadra: “Questa sconfitta è pesante anche per gli infortuni: nel corso della partita abbiamo perso tre giocatori, Squizzato, Benedetti e Alborghetti. Due situazioni sembrano meno gravi, almeno dalle prime sensazioni, ma si tratta comunque di tre pedine fondamentali. Probabilmente abbiamo perso anche qualche certezza e questo è un aspetto che dobbiamo inserire nell’analisi della gara. Siamo preoccupati, ma dobbiamo essere lucidi. Abbiamo sempre analizzato le sconfitte accettando quello che è successo in campo. Oggi non siamo soddisfatti di ciò che abbiamo fatto, ma dobbiamo essere consapevoli che questo è il nostro campionato, con le difficoltà che comporta. Ogni partita è una montagna molto alta da scalare. Dobbiamo essere più bravi a interpretare certe situazioni: oggi bisognava continuare a giocare senza innervosirsi, disunirsi e allungarsi. Questa è la chiave più importante”.
A differenza della scorsa stagione, l’Entella non è riuscita a sfruttare l’inerzia della gara a proprio favore: “Il ritorno a Marassi può aver avuto un peso, ma soprattutto in negativo per l’intensità emotiva che abbiamo messo in campo. Come dicevo, l’approccio è stato positivo e per venti minuti abbiamo fatto una buona partita. Poi ci siamo innervositi e abbiamo giocato più individualmente, seguendo l’inerzia e la rabbia del momento. Per quello che ho visto, la squadra ha lottato su tutti i palloni fino all’ultimo minuto, probabilmente in maniera un po’ disordinata. Da allenatore sento il dovere di commentare e analizzare la partita con lucidità, ma dal punto di vista dell’atteggiamento non è mancato nulla“.
Nelle ultime partite con Mantova, Avellino e Sampdoria è arrivato solo un punto: “È poco. Le ultime due gare, prima per l’episodio al 94′ contro l’Avellino e ora per come è arrivata questa sconfitta, anche a causa degli infortuni, possono toglierti delle certezze. Credo però che la forza di questo ambiente debba essere proprio quella di non farcele togliere e di non mettere in discussione i nostri punti fermi: il lavoro quotidiano, l’unità d’intenti e la consapevolezza di avere una società forte che ci sostiene“.
“Questi ragazzi devono credere nel lavoro che fanno, e lo stanno facendo. La dimostrazione è che non mollano mai. Bisogna sottolineare che in queste partite non sono mai mancati la prestazione, la determinazione e la voglia di aggredire la gara. Oggi alcune cose non hanno funzionato e lo accettiamo. Possiamo considerarla una partita da sessanta minuti non positivi, a partire dal gol subito, ma ci sono tanti aspetti da cui ripartire, che vediamo durante la settimana e che oggi magari non sono emersi”.
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