Ex Ilva, venerdì nuovo incontro a Roma per la cassa integrazione: anche Genova attende risposte

Genova. Nuovo incontro convocato a Roma coi sindacati dei metalmeccanici per discutere la richiesta di aumento della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva dopo la sentenza della Cassazione che ha messo una pietra tombale sull’area a caldo di Taranto. L’appuntamento è venerdì 6 novembre alle 10.30 al ministero del Lavoro.
Sul tavolo c’è sempre l’istanza dei commissari, datata 14 ottobre ma arrivata di fatto nella notte tra il 16 e il 17, che chiede di portare a 8.622 il numero massimo di dipendenti interessati dalla sospensione, rispetto alle 4.450 unità attuali. Per lo stabilimento di Cornigliano si tratterebbe di salire a 870 dipendenti su 915 in organico, quasi l’intera forza lavoro.
Per ottenere il congelamento di quella richiesta gli operai erano tornati in lotta occupando per una giornata l’aeroporto di Genova. Questi numeri, accusavano i rappresentanti dei lavoratori, comporterebbero uno stop totale degli impianti “e tutti gli impianti a Genova non possono tecnicamente essere fermati”. Nel frattempo, nell’ultimo incontro del 27 ottobre a Palazzo Chigi, i commissari e il governo hanno confermato l’impegno a garantire la continuità produttiva dello stabilimento acquistando coils da lavorare per conto terzi.
“Per noi 870 lavoratori in cassa integrazione sono inaccettabili, anche considerando i picchi – conferma Stefano Bonazzi -. Per quanto riguarda Genova e Novi Ligure si possono fare ragionamenti in maniera più articolata rispetto a Taranto, dove c’è una sentenza che chiude l’area a caldo finché non ci sarà la decarbonizzazione. In base agli impegni presi dai commissari, noi discuteremo per fare in modo che i numeri siano adeguati a uno stabilimento che ha da lavorare per tutto novembre, avrà fermate tecniche per tutto dicembre e dall’11 gennaio riprenderà a lavorare coi rotoli acquistati sul mercato. Questi elementi sono chiari”.
L’altra notizia di giornata, riportata dall’agenzia Agi e da varie testate nazionali, è che Federacciai e la cordata degli industriali italiani del settore avrebbe deciso di non presentare l’offerta per l’acquisizione dell’ex Ilva. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. L’orientamento sarebbe maturato oggi in una riunione. A far fare un passo indietro alla cordata italiana sarebbero stati i problemi emersi in sede di due diligence dell’ex Ilva effettuata in questi ultimi due mesi.
Federacciai aveva annunciato la sua discesa in campo con una manifestazione di interesse presentata poco dopo Ferragosto e sottoscritta da varie aziende e gruppi del settore. Fin da subito l’offerta era legata ai soli impianti non interessati dal decreto della Corte d’appello di Milano. L’uscita di scena lascia in campo soprattutto Jindal, anche se nelle ultime ore si torna a parlare del gruppo Arvedi.
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