Sanità, il Galliera escluso dalla legge regionale per equiparare gli stipendi in Liguria: ecco perché

Genova. Continua lo scontro politico in Regione sugli stipendi del personale sanitario. Sul disegno di legge della giunta Bucci che dispone l’incremento dei fondi contrattuali per equiparare le retribuzioni, che andrà in discussione questo martedì in consiglio per l’approvazione, pende un emendamento presentato da Vince Liguria che in sostanza esclude dalla norma l’ospedale Galliera.
“Con le sue scelte il presidente Bucci dimostra di non avere alcun interesse per il futuro del Galliera e di chi ci lavora – attaccano dal Pd il consigliere Simone D’Angelo e il capogruppo Armando Sanna -. È l’ennesima decisione che va nella stessa direzione: indebolire il Galliera e ridurne il ruolo nella sanità ligure. Bucci deve spiegare ai genovesi perché un ospedale di riferimento per migliaia di persone viene tagliato fuori da questi fondi. Che futuro immagina per il Galliera? E perché ogni sua scelta va nel senso opposto al suo rafforzamento?”.
Cosa c’è dietro all’emendamento
Da quanto si apprende, l’esclusione del Galliera sarebbe funzionale a quanto previsto dall’accordo tra l’ente ospedaliero e la Regione che prevede il passaggio di tutto il personale all’Aom, l’azienda ospedaliera metropolitana nata con la riforma Bucci. E anzi, spiegano i bene informati, si tratterebbe di una strategia politica per convincere il vicepresidente Zampini a dare concreta attuazione all’intesa. Se così non fosse, per come risulterebbe la legge regionale una volta applicato l’emendamento, medici e personale del comparto finirebbero in effetti penalizzati rispetto agli altri colleghi liguri.
A confermarlo è Matteo Campora, firmatario dell’emendamento: “L’emendamento presentato dalla maggioranza garantisce anche ai dipendenti dell’Ospedale Galliera l’equiparazione del trattamento economico a quello dei colleghi del sistema sanitario regionale, da Aom ad Ats fino al Gaslini. Il riconoscimento di questo trattamento è legato al passaggio dei dipendenti alle dipendenze di Aom, come previsto dagli accordi. I consiglieri Sanna e D’Angelo imparino a leggere e capire le normative regionali vigenti e gli accordi intercorsi. Il percorso previsto stabilisce il trasferimento del personale dell’ospedale di Carignano alle dipendenze di Aom, mentre l’ente ospedaliero Galliera manterrà la propria personalità giuridica e organizzativa all’interno di un percorso di integrazione funzionale. Regione Liguria intende, anche con questo emendamento, ribadire il rispetto degli accordi e l’innalzamento degli stipendi al personale sanitario del Galliera. Viste le evidenti difficoltà a capire parole chiare e semplici, saremo costretti a restituire il pallottoliere e a regalare agli esponenti Pd un vocabolario”.
Il Pd: “Serve una mobilitazione popolare per salvare il Galliera”
Ma il Pd accusa la giunta su tutta la linea: “C’è il ritardo della Regione nel coprire le perdite del 2024 e del 2025, passaggio necessario perché il Galliera entri nel coordinamento dell’Azienda ospedaliera metropolitana (Aom) entro il 31 dicembre. Intanto diversi professionisti lasciano il Galliera per passare proprio all’Aom, in una competizione assurda tra strutture che dovrebbero collaborare. Il risultato è un ospedale che perde competenze, mentre la Regione resta ferma”, aggiungono.
“Messi in fila, i fatti parlano chiaro: meno risorse, meno professionisti, meno peso. Il Galliera viene svuotato della sua funzione storica e sanitaria, ed è difficile credere che sia un caso. Bucci smetta di liquidare ogni episodio come una questione tecnica: dietro c’è una direzione politica precisa. Non accetteremo che l’ospedale dei genovesi venga sacrificato con decisioni prese senza trasparenza e senza confronto con la città. Servono risposte immediate, risorse adeguate e garanzie concrete. E serve una grande mobilitazione popolare, ampia e trasversale, per fermare questo progetto prima che sia troppo tardi. Il Galliera è di Genova e dei genovesi: difenderlo significa difendere il diritto alla salute di tutti”, concludono.
Le polemiche prima del passaggio in aula
Di certo l’esame del provvedimento in aula non avverrà in un clima disteso. La settimana scorsa le opposizioni, pur avendo ottenuto il rinvio in commissione, hanno votato contro la misura definendola “l’ennesima boutade di Bucci“. A finire nel mirino sono i tempi con cui le risorse verrebbero concretamente erogate ai lavoratori, la dotazione economica (oltre 18 milioni) e soprattutto i vincoli normativi che vanificano la possibilità di spendere i soldi se non verrà colmato il disavanzo della sanità regionale.
La norma, che in Liguria coinvolgerebbe circa 23mila professionisti, sfrutta una possibilità offerta dal patto per la salute tra Governo e Regioni varato nel 2019: destinare alla contrattazione integrativa fino al 2% del monte salari regionale (rilevato nel 2018), a patto di aver garantito i Lea, proprio con l’obiettivo di una “graduale perequazione” delle retribuzioni. Ma l’incremento dei fondi contrattuali potrà essere autorizzato annualmente dalla giunta regionale solo in caso di rispetto dei parametri stabiliti dalla normativa statale, ovvero degli equilibri economico-finanziari del servizio sanitario regionale. In ogni caso sarebbe la giunta ad autorizzare l’incremento dei fondi stabilendo la percentuale effettiva.




