Lazio

Ostia, bomba carta esplode davanti a una palazzina popolare. Spunta l’ipotesi dell’avvertimento

Un boato che ha fatto tremare i vetri di mezza Ostia, il fumo denso che si è infilato nell’androne e il terrore di decine di persone svegliate di soprassalto nel cuore della notte.

Una bomba carta ad altissimo potenziale è esplosa all’ingresso di una palazzina di edilizia popolare in viale Vasco de Gama, distruggendo i muri d’ingresso, sbriciolando le vetrate e costringendo i soccorritori a evacuare d’urgenza tredici famiglie.

Tra i calcinacci e la polvere accumulata nell’androne, i sanitari e i Vigili del Fuoco hanno estratto due persone ferite.

Una di loro è un nome noto agli archivi giudiziari del litorale romano: Mario Longo, trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia per i traumi riportati nel crollo parziale del suo appartamento.

La pista della vendetta: chi è Mario Longo

Polizia di Stato e Carabinieri, che hanno perimetrato l’area per i rilievi della Scientifica, concentrano le indagini sull’ipotesi di un regolamento di conti o di un avvertimento dal sapore di faida:

I precedenti per droga e il precedente agguato: Longo vanta diversi precedenti per stupefacenti. Già nell’agosto del 2025 era miracolosamente sopravvissuto a un agguato proprio sotto i palazzi di viale Vasco de Gama, trovando riparo in una farmacia dopo essere stato ferito da una pallottola al polpaccio.

La parentela pesante: L’uomo è il fratello di Massimo Longo, personaggio di rilievo negli assetti criminali del quadrante, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione (con un residuo pena superiore ai 28 anni) perché riconosciuto come il mandante dell’esecuzione di Emidio Salomone, trucidato ad Acilia nell’estate del 2009.

Clima rovente sul litorale romano

L’esplosione della scorsa notte riapre la ferita mai sanata delle tensioni latenti tra le batterie di pusher e i clan dell’area lidense.

Un territorio dove bombe carta, roghi di auto e stese di avvertimento continuano a scandire i riassestamenti del potere criminale per il controllo delle piazze di spaccio.

Mentre i tecnici dei Vigili del Fuoco ultimano le verifiche di staticità sull’edificio per consentire il rientro dei residenti evacuati, gli investigatori passano al setaccio i filmati delle telecamere della zona per individuare chi abbia piazzato l’ordigno e coprirne la linea di fuga.

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