Cure, ricoveri, liste d’attesa: i record del Policlinico di Milano e con i nuovi spazi “crescerà ancora”

Per il Policlinico di Milano – già oggi il più grande Irccs pubblico d’Italia – è scattato il conto alla rovescia che lo porterà entro l’autunno a diventare ancora più grande grazie all’apertura definitiva del nuovo Padiglione Sforza. Forte già di numeri e performance da record l’apertura dei nuovi ampi spazi per le cure nel cuore della città – oltre 800 posti letto, di cui 400 già consegnati con reparti e tecnologie all’avanguardia – sarà un nuovo importante passo per provare a garantire ancora più prestazioni, più ricoveri e una riduzione dei tempi di attesa.
Oggi il Policlinico registra in media 4.500 accessi al giorno, tra visite ambulatoriali, ricoveri, ingressi in Pronto Soccorso e altre prestazioni, ma con il maxi restyling “puntiamo ad aumentare del 35-40% il numero dei pazienti che possiamo curare ogni giorno, con un impatto positivo sull’intero Sistema Sanitario Regionale”, spiega al Sole 24 Ore il direttore generale Matteo Stocco. Che sottolinea come con più strumenti diagnostici e sale operatorie “potremo utilizzare in modo ancora più efficiente i posti letto. L’innovazione ci permetterà di programmare meglio l’attività e aumentare ulteriormente la nostra capacità di risposta”.
I numeri su prestazioni, ricoveri e liste d’attesa
I numeri degli ultimi tre anni parlano già da soli: una crescita del 18% dell’attività ambulatoriale, mentre i ricoveri sono aumentati del 7,4%, passando dai 43.377 del 2024 ai 45.883 del 2026. Migliorano anche gli indicatori relativi alle liste d’attesa. Per le prestazioni ambulatoriali, considerando complessivamente le diverse classi di priorità, la quota effettuata entro i tempi previsti dal Ministero è salita dal 69,65% del 2024 all’81,22% del 2026. Un miglioramento che riguarda anche i ricoveri: in ambito oncologico la percentuale effettuata nel rispetto dei tempi previsti è passata dall’81,4% al 92%, mentre per quelli non oncologici è cresciuta dall’84,5% all’87,9%. Numeri che fotografano la crescita dell’attività dell’ospedale e il contemporaneo miglioramento della capacità di rispondere alla domanda di salute dei cittadini. “L’esperienza in corso al Policlinico è davvero un unicum – sottolinea -. Un ospedale con oltre 500 anni di storia, situato nel centro della città che fra poche settimane avrà una magnifica sede tutta nuova, costruita in gran parte grazie a finanziamenti interni resi possibili dai lasciti di migliaia di milanesi e lombardi nei secoli. Alla base di questi risultati c’è una riorganizzazione dei processi che negli ultimi anni ha coinvolto l’intera struttura. Abbiamo introdotto un modello di gestione operativa, con il coinvolgimento di ingegneri gestionali, che consente di programmare l’attività partendo dalla domanda e dalle liste d’attesa e distribuiamo risorse e spazi sulla base delle reali necessità”.
Le aperture extra e la nuova filosofia del blocco unico
“La gestione operativa ci permette di programmare in anticipo l’occupazione delle sale operatorie e l’attività ambulatoriale sulla base delle priorità cliniche – aggiunge il Dg Stocco –. Quando un paziente viene inserito in lista, possiamo organizzare le diverse fasi, dal prericovero alla dimissione, costruendo un percorso più lineare e utilizzando al meglio la capacità dell’ospedale. A questo si aggiunge l’estensione dell’attività: il Policlinico è operativo dalle 8 alle 20, dal lunedì al sabato, con aperture anche la domenica quando necessario per recuperare prestazioni e ridurre le attese”. Il nuovo Padiglione Sforza ora consentirà di compiere un ulteriore passo. E alla crescita della capacità assistenziale si accompagnerà anche un nuovo modello organizzativo. Il passaggio dalla struttura a padiglioni a un unico blocco dedicato ai pazienti acuti permetterà di concentrare attività omogenee, favorendo la multidisciplinarietà e la collaborazione tra professionisti, in particolare nella grande chirurgia e nell’area dei trapianti. Cambieranno anche alcuni processi interni: la farmacia unica consentirà una distribuzione personalizzata e “just in time” di farmaci e dispositivi, mentre l’aumento della tecnologia robotica nelle sale operatorie contribuirà a ridurre i tempi di degenza e a ottimizzare l’utilizzo degli spazi.
“Il nuovo ospedale non è soltanto un edificio, ma un modello organizzativo basato sull’integrazione dei processi – sottolinea ancora Stocco –. Riunire in un unico blocco le attività per i pazienti acuti significa facilitare la collaborazione tra specialisti, ridurre gli spostamenti e poter adattare più rapidamente spazi e risorse alle necessità assistenziali”.
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