Società

Precariato ATA a oltranza nella scuola pubblica: superarlo con le GAE e l’organico funzionale. Lettera

 Inviata da Mario Di Nuzzo (ATA) – I rilievi della Corte di Giustizia Europea (CGUE), non ultimi quelli indicati nella sentenza CGUE C- 155/25 non lasciano dubbi sul perdurare dell’abuso di contratto a tempo determinato nella scuola pubblica.

Le graduatorie provinciali ATA vanno trasformate in GAE, con la previsione di un organico funzionale alle reali esigenze della scuola.

Il limite di tre anni su CTD previsto dalle normative vigenti in recepimento della normativa europea, in mancanza di tali correttivi, rappresenta da circa trent’anni un ostacolo alla stabilizzazione di migliaia di precari ATA, perpetrando un abuso punito dall’orientamento giurisprudenziale interno con il risarcimento del danno a migliaia di precari della scuola.

Seppur segnalato con diverse petizioni e iniziative sindacali all’UE, tra cui in particolare quella dell’ex deputato Rita Borsellino, la cui risposta a nome dell’allora Commissario Europeo per l’Impiego, Laszlo Andor, maggio 2010 così chiariva alla stessa: la Commissione – dice la Borsellino – ha ricordato che l’Italia, nel recepire la direttiva del ’99 sul lavoro a tempo determinato, ha previsto che uno o più contratti di durata superiore ai tre anni siano considerati contratti a durata indeterminata.”, non si spiega come a tutt’oggi il sistema di reclutamento che alimenta l’abuso di contratto TD su posti vacanti e disponibili, punito dalla CGUE con sentenze e procedure d’infrazione, non ultima quella del maggio 2026, censurato dalla mancanza di un limite ai contratti TD, non trovi soluzioni efficaci da parte dell’Italia nel rispondere in maniera strutturale al problema. In definitiva il personale ATA reclutato per soli titoli, viene sottoposto a un iter estenuante fatto di inserimenti in graduatoria d’istituto ogni tre anni (ad oggi 30 scuole per provincia) con rinnovi successivi fino alla maturazione dei 24 mesi di servizio per profilo di appartenenza, utili successivamente all’inserimento in graduatoria provinciale ai fini dell’immissione in ruolo.

Dunque per arrivare a una stabilizzazione ci vogliono mediamente 10 anni, per me furono 18 anni, e nel frattempo questi lavoratori vengono privati di dignità lavorativa, stabilità finanziaria, prospettiva non piacevole che lascia presagire un futuro incerto e preoccupante per loro e per la scuola pubblica.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »