Economia

Giorgetti all’Ue: “Taglio del bollo coperto con soldi nazionali”. E mette in guardia sulle bollette

ROMA – L’esenzione del bollo è coperta con “soldi nazionali”. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, risponde a Bruxelles, che attraverso un portavoce della Commissione aveva acceso un faro sulle coperture della misura varata dal governo poche ore prima. “I risparmi sui prestiti che l’Italia ha avuto con il Pnrr sono soldi nazionali, non risorse europee. Sono risorse del bilancio dello Stato: il governo e soprattutto il Parlamento ne dispongono come meglio ritengono”, rimarca.

Il titolare del Mef parla in collegamento con i Portofino Talks, reduce dalla riunione dell’Eurogruppo (il vertice dei ministri delle Finanze dell’area euro) a Dublino e mette in guardia sui rincari dell’energia: “Lo shock delle guerre peserà sulle bollette”. Poi avverte Bruxelles: “Prenda atto della realtà”. “In prospettiva, a breve – ragiona il ministro – si rifletterà inesorabilmente sulle bollette delle famiglie e delle imprese”.

Un problema di competitività soprattutto per i grandi paesi manifatturieri come Italia e Germania, per questo, racconta, “ho richiamato tutti a quella che io considero un’autentica emergenza sotto il profilo economico e anche sotto il profilo della possibilità di competizione, perché il prezzo dell’energia è un po’ diverso da un paese all’altro”. Per questo, Giorgetti confida nella possibilità che l’Europa apra alla flessibilità chiesta dall’Italia con la lettera inviata alla Commissione Ue “per avviare la procedura della deroga al Patto di stabilità con il riferimento alle spese dell’energia: l’ammontare massimo che ci spetta – dice – è dello 0,6%, credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio”.

Ma se i rincari dell’energia spingono verso l’alto l’inflazione, l’inquilino di Via XX Settembre boccia almeno in parte il rialzo dei tassi deciso dalla Bce lo scorso 10 settembre. “Una politica monetaria restrittiva può contribuire, ma non risolve il problema“. Perché questa inflazione, è la tesi del ministro, deriva da uno shock di offerta, cioè non tanto da surriscaldamento dell’economia e della domanda, che deve essere raffreddato con una politica monetaria restrittiva. Certo – continua – questa può contribuire ma di per sé non risolve il problema”.

Il punto, secondo Giorgetti, è che “se le due guerre in corso continuano in questo modo, l’inflazione inesorabilmente è destinata ad aumentare”. Risultato: “L’onere del debito ha cominciato a salire in modo preoccupante”.


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