Confermata in Appello condanna a 20 anni di reclusione per Salvatore Buscemi, capoclan di Valenzano
Confermata in secondo grado la condanna con il rito abbreviato a 20 anni di reclusione per Salvatore Buscemi, il 45enne capo dell’omonimo clan di Valenzano, accusato a vario titolo di scambio elettorale politico-mafioso, associazione mafiosa, usura, estorsioni, minacce, riciclaggio e reati in materia di armi e droga. Nei 20 anni, però, va considerata anche un’altra condanna del 2021 per gli stessi fatti e che quindi va assorbita in questa. Lo hanno deciso i giudici della Corte d’appello di Bari, che hanno ridotto la pena per Ottavio Di Cillo, da 20 anni del primo grado ai 18 del secondo. Di Cillo è ritenuto il referente del clan Parisi di Bari su Cassano delle Murge.
Condanna ridotta per altri 3 imputati, e ancora per i restanti 3 è stata riconosciuta la continuazione. L’accusa di voto di scambio si riferisce alle amministrative di Valenzano del 10 novembre 2019. Per l’accusa, Buscemi avrebbe promesso i voti della malavita all’ex consigliera comunale di Bari Francesca Ferri e al compagno Filippo Dentamaro in modo da favorire l’elezione di candidati a loro vicini nella lista Valenzano-Trasparenza-Legalità, in cambio della promessa (fatta dal Dentamaro con la piena adesione di Ferri) di erogazione di varie utilità.
Per lo stesso reato Ferri e Dentamaro, arrestati nel 2022, sono a processo con rito in ordinario dinanzi al giudici della prima sezione penale del tribunale di Bari. Buscemi era stato assolto dallo stesso reato relativamente alle amministrative di Bari del maggio 2019 (reato per il quale furono prosciolti anche Ferri e Dentamaro) e per associazione finalizzata alla corruzione elettorale per le elezioni di Valenzano dello stesso anno. In un altro processo, Ferri e Dentamaro sono imputati anche per l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale per le amministrative di Bari del 2019 insieme all’imprenditore Nicola Canonico.




