Ambiente

Tartufo, l’associazione nazionale chiede la modifica di ColtivaItalia – Prodotti Tipici

“Accanto alle sacrosante azioni di
intervento a sostegno dell’agricoltura in forte affanno, il Ddl
ColtivaItalia approdato al Senato prevede all’articolo 24
provvedimenti riguardanti la tartuficoltura che riteniamo per
nulla attinenti al tema della norma, ma soprattutto lesivi della
cerca e cavatura del tartufo perché fortemente contrastanti con
lo spirito della legge numero 752 del 16 dicembre 1985 ancora in
vigore”. Questa la dura posizione dell’Associazione nazionale
Città del tartufo (Anct) che critica fortemente i contenuti
dell’articolo 24 del ColtivaItalia e si dice pronta a “lavorare
a fianco degli enti titolati per avviare un ricorso alla Corte
Costituzionale se il disegno di legge venisse approvato così
come proposto”.

   
Dopo l’approvazione in prima lettura alla Camera dei
deputati, il ColtivaItalia è ora all’esame del Senato.

   
“Per meglio esprimere il rammarico e l’imbarazzo delle Città
del tartufo, leggasi 92 istituzioni comunali e territoriali
iscritte – proseguono da Anct – si richiama anche l’accordo di
collaborazione ai fini della valorizzazione del tartufo siglato
lo scorso luglio proprio con il Masaf che, però, non ha
suggerito agli estensori dell’articolo 24 del Ddl un confronto
partecipativo preferendo evidentemente la soddisfazione degli
interessi delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende
agri-turistico-venatorie. L’articolo, infatti, assegna a queste
aziende la titolarità a organizzare gli accessi nei loro
territori finora liberi e l’elevazione delle sanzioni a chi
dovesse contravvenire. Con l’introduzione dell’articolo 24 del
Ddl Coltivaitalia, si varierebbe anche l’articolo 18 della legge
752/85 andando a introdurre la norma di come costituisca
illecito la raccolta di tartufi in violazione delle modalità
stabilite dalle aziende”.

   

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