Il piano industriale garantisca produzione e occupazione

“Ancora un nulla di fatto per la vertenza Pierburg presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Oltre all’ufficializzazione della cessione di azienda, il tavolo di confronto è terminato ancora una volta senza concrete risposte da parte di Rheinmetall sul futuro degli stabilimenti in Italia”. Lo dichiara l’assessore Tiziana Magnacca al termine della riunione.
Nel corso dell’incontro, il rappresentante della Rheinmetall ha confermato la cessione del ramo automotive (Power Systems) al fondo tedesco Aequita, cessione, avvenuta lo scorso 3 giugno comunicata solo nel corso di questo incontro ministeriale, che vede coinvolto anche lo stabilimento Pierburg di Lanciano.
Oltre alla comunicazione di cessione, non si è avuta contezza di eventuali futuri piani riorganizzativi ed industriali, persistendo ancora una volta legittime preoccupazioni ed incertezze sulla continuità occupazionale in Italia e in modo particolare sul futuro dello stabilimento abruzzese.
“E’ necessario che per garantire il futuro dei livelli occupazionali nel sito di Lanciano – sottolinea l’assessore Magnacca – venga dato seguito anche in Italia all’accordo già concluso in Germania dove sono state adottate procedure di garanzia di mantenimento dei posti di lavoro per un periodo di almeno tre anni. Ritengo doverosa al prossimo incontro presso il Mimit, previsto molto probabilmente per il prossimo mese di ottobre, la presenza sia dei dirigenti di Rheinmetall e sia della Aequita, nuova società acquirente, ai quali Regione Abruzzo chiede sia un piano industriale credibile, pluriennale ed attuabile, sia la garanzia della continuità produttiva ed occupazionale dei siti italiani. Non si tratta, pertanto, di discutere degli eventuali esuberi, ma del futuro degli attuali livelli occupazionali”.
“Le istituzioni a tutti i livelli, partendo dalla Regione Abruzzo, – conclude l’assessore Magnacca – sono disponibili a valutare ogni intervento utile e necessario per una positiva conclusione della vertenza evitando ogni negativa ricaduta sociale ed occupazionale sul territorio in difesa delle competenze e della professionalità acquisita dai lavoratori”.
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