Società

Educazione sessuo-affettiva, la proposta di Bersani: “Sono d’accordo, ma preferirei un’ora sulla storia dell’autonomia femminile”

Per contrastare i femminicidi, la scuola deve spiegare ai ragazzi come le donne hanno conquistato la propria autonomia: è la proposta lanciata da Pier Luigi Bersani, intervistato dal quotidiano La Libertà.

L’ex ministro, che interviene nella sua veste di presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea piacentino, sceglie di portare il dibattito direttamente tra i banchi di classe.

Il confronto riguarda prima di tutto il tipo di insegnamento da offrire agli studenti. Di fronte alle discussioni sulle lezioni dedicate alla sfera sessuale e affettiva, Bersani non nasconde il suo pensiero: “I femminicidi? Sono d’accordo che si faccia un’ora di insegnamento sui temi sessuo-affettivi, – afferma – ma sarei più d’accordo che si facesse un’ora sulla storia dell’autonomia femminile”. Il motivo di questa scelta sta nei profondi cambiamenti avvenuti nell’ultimo secolo: la società ha infatti superato ostacoli e discriminazioni rimaste identiche per millenni; tra queste figurano la partecipazione alla vita civile, l’accesso alle elezioni e il controllo della riproduzione.

Per comprendere il ritardo della cultura e delle leggi, Bersani richiama un ricordo personale legato al proprio percorso istituzionale: fino agli anni Novanta, epoca in cui ricopriva il ruolo di ministro, la legge italiana considerava ancora lo stupro come un reato contro la morale. Per questo motivo la scuola non può limitarsi a citare i diritti in modo generico; è indispensabile trasformare il percorso in materia di studio a tutti gli effetti: “E’ arrivato il momento di raccontare a scuola questa storia. Di oggettivarla. E di fare le interrogazioni. Anche ai maschietti”.

Lo studio della storia e degli avvenimenti importanti costituisce la base per formare cittadini consapevoli. Attraverso la conoscenza dei fatti storici, i ragazzi riescono a interpretare le difficoltà dell’umanità nel suo cammino verso la civiltà e la giustizia: “La storia è la vera e seria forma di educazione civica. Ti fa leggere il cammino controverso dell’umanità a cercare la luce, a superare le tenebre”.

Insegnare la storia dell’emancipazione rappresenta quindi un passaggio irrinunciabile per la crescita dei giovani. Dal punto di vista didattico si tratta di un valore fondamentale, che tuttavia rischia spesso di essere trascurato: “Dal punto di vista educativo è basica. Necessaria. Purtroppo questo tema viene troppo sottovalutato”.


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