utenti triplicati ma i fondi regionali non aumentano

MESAGNE – Il numero di utenti beneficiari dei servizi è in netta crescita mentre i fondi sono stagnanti da anni. Questa situazione potrebbe comportare un taglio al monte ore complessivo previsto per l’integrazione scolastica del Consorzio Ats Br4. La continuità dei servizi sarà comunque garantita, mediante il lavoro della presidente Lucrezia Morleo e nonostante il contesto economico non sia oggettivamente semplice.
Il Consorzio ha chiamato a raccolta le Amministrazioni di Mesagne (capofila), Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre Santa Susanna.
I Comuni, a partire dal 2026, hanno già deliberato un incremento del cinquanta per cento degli esborsi rispetto allo scorso anno, raggiungendo, dunque, il cento per cento delle spese di compartecipazione (si tratta di 1,2 milioni di euro) come previsto dal Piano regionale delle politiche sociali. Prima partecipavano solo al cinquanta per cento delle spese.
Pertanto, il servizio di integrazione scolastica, ammontante a circa 3 milioni di euro per l’anno scolastico 2026-2027, verrà alimentato dal Fondo Comune di Ambito per 1,8 milioni (1,2 di compartecipazione e 600mila di altri fondi del Piano di zona) e da un milione di euro circa reperiti già con atti di impegno dell’Assemblea dei sindaci, a titolo di ulteriori risorse incrementali a valere sui bilanci dei comuni.
Da dove arriva lo squilibrio
Se, come sembra, il taglio dovesse andare in porto, le ore settimanali dei servizi per le disabilità gravi dovrebbero passare da 12 a 9 mentre quelle per disabilità lievi da 9 a 6. Una necessità, che si sta sempre più concretizzando, visto l’incremento degli utenti, pressocché triplicato nel giro degli ultimi cinque anni. Invece, l’entità dei fondi, soprattutto regionali, ma anche nazionali, non aumenta da circa quattordici anni. Uno squilibrio che ha generato le difficoltà economiche attuali.
È opportuno specificare, in tal senso, che nel tempo il Consorzio Br4 ha garantito un servizio corposo agli utenti in termini di ore, se si rapportano i dati a quelli di altri territori. Inoltre, ha attuato dei meccanismi per allargare le maglie di accesso ai servizi, in modo da consentire a chi ne avesse bisogno di poterlo fare anche con tempistiche meno rigide.
Le tipologie di utenti
Nel momento in cui si scrive (ma i numeri sono in divenire e saranno tali fino del 30 settembre), gli utenti beneficiari dei servizi per il nuovo anno scolastico sono 372. Di questi, 329 necessitano di un educatore professionale (160 sono interessati da disabilità grave e 169 da disabilità lieve); per 26 minori è previsto il supporto di un operatore socio sanitario; per 17 sia di un educatore che di un Oss.
L’ipotesi del taglio di tre ore settimanali sta creando apprensione nelle famiglie e anche nei 160 lavoratori impiegati nel settore, così come evidenziato nei giorni scorsi dalle sigle sindacali Fp Cgil Brindisi, Cisl Fp Taranto-Brindisi e Uil Fp Brindisi, che hanno chiesto un incontro con il prefetto Guido Aprea, e poi anche dai Cobas. L’eventuale summit in Prefettura pare una delle ipotesi più accreditate al fine di stimolare la Regione a valutare un intervento capace di tutelare tutte le parti in causa.
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