non era un “poncio”, assolto

BRINDISI – Dopo la denuncia della compagnia assicurativa, era partita l’indagine prima. Poi, il processo. Imputato per frode assicurativa – o “poncio”, come si usa dire a queste latitudini -, l’imputato è stato assolto. Il tribunale di Brindisi si è espresso con la formula “il fatto non sussiste”. Il giudice Giuseppe Caputo ha letto ieri (venerdì 11 settembre 2026) il dispositivo della sentenza a carico di un 36enne di Carovigno.
Dopo il decreto di citazione a giudizio (risalente al giugno 2025), predibattimentale e cinque udienze, il gop ha invocato una condanna pari a otto mesi di reclusione a carico dell’uomo. Viceversa, l’avvocato Gianmarco Lombardi, che difende l’imputato, ha chiesto l’assoluzione: quell’incidente occorso a Mesagne, in via Carmine, nel gennaio 2024, non era un “poncio”.
Due le auto coinvolte: un’Alfa Romeo, guidata dal 36enne, e una Fiat, condotta da un mesagnese. Per la compagnia assicurativa, a cui era stato chiesto di corrispondere l’indennizzo, quell’incidente non sarebbe mai accaduto. Da qui, la denuncia e le indagini della procura e relativo processo. Alla base, due perizie dell’assicurazione. Durante il dibattimento, la difesa ha evidenziato alcune loro lacune.
In una, non erano presenti le misure altimetriche, era imperniata solo sulla percezione visiva. Nell’altra, il perito non avrebbe visionato i due veicoli, ma si sarebbe basato sulle schede tecniche. L’avvocato Lombardi ha nominato come proprio consulente l’ingegnere Maurizio Sagace. E, come già anticipato, il tribunale di Brindisi in composizione monocratica ha dato ragione alla difesa: imputato assolto.
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