«Ancora nessuna traccia del ragazzo»

ACQUALAGNA – Nessuna traccia di Riccardo Branchini, il 19enne scomparso al Furlo poco meno di due anni fa, al termine della prima giornata di lavoro di due squadre, in tutto 8 uomini, del nucleo sommozzatori volontari Treviglio (Bergamo) presieduto da Ugo De Tullio operativo sul posto. «Sono passati quasi due anni dalla scomparsa di Riccardo – commenta De Tullio – quindi la possibilità di trovare dei reperti è veramente molto bassa».
Trovati pezzi di tessuto
Il presidente del gruppo di sub racconta le operazioni svolte ieri: «Abbiamo iniziato a controllare l’invaso all’uscita della diga del Furlo.
Abbiamo trovato dei reperti di tessuto che però mamma Federica non ha riconosciuto appartenenti al ragazzo. Da lì siamo scesi seguendo il decorso del fiume Candigliano per circa 4 chilometri. In acqua abbiamo due squadre di sommozzatori che hanno battuto palmo palmo il tratto dall’acqua alle rive del fiume. Abbiamo trovato ulteriori reperti in tessuto e anche questa volta purtroppo non sono di Riccardo».
Oggi si replica: «Proseguiamo l’intervento e in serata contiamo di completare».
Il presidente De Tullio tiene a precisare: «Siamo stati contattati dalla mamma di Riccardo Federica e dall’avvocato di famiglia Elena Fabbri. Sul nostro conto sono state fornite notizie non esatte. Non siamo stati noi a recuperare nel lago di Vico il corpo del marito della ministra Maria Roccella ma i vigili del fuoco. Non vogliamo ci siano attribuiti meriti che non sono nostri».
Resta un dato essenziale per cercare il corpo di Riccardo sempre che si tratti dell’epilogo di una vicenda tragica: «La risposta definitiva può arrivare solo dallo svuotamento e dallo sfangamento dell’invaso. Quanto stiamo facendo – aggiunge De Tullio – è solo un tentavo in più difficilmente risolutivo».
L’esterno dell’invaso
Le ricerche avvengono all’esterno dell’invaso. «Quanto all’ipotesi che un corpo possa essere stato trascinato via dai fondali della diga una volta aperte le paratie – è quasi impossibile ritenerla fondata data anche la conformazione rocciosa a ridosso della diga sempre fronte a valle». La giornata è trascorsa in un clima di piena collaborazione. Non ci sono stati assembramenti di curiosi. La strada di accesso da entrambi i versanti dell’invaso è stata bloccata al traffico con transenne a causa della caduta massi provocata dall’ondata di maltempo di due giorni prima. La pioggia battente è stata di tale intensità che nessuno dei residenti ricorda un evento del genere.
Il primo contatto con i sommozzatori volontari di Treviglio è avvenuto, tramite un’altra associazione dello stesso comparto. A luglio il primo sopralluogo per verificare se esistevano le condizioni per l’intervento. Una volta appurata la situazione, anche oggi sarà una giornata di speranza per quanto labile.
«Siamo un nucleo sommozzatori di protezione civile – il Dna del gruppo – siamo reperibili 24 ore su 24 grazie ad una squadra di pronto intervento. Operiamo prevalentemente sul fiume Adda ma le emergenze ci hanno portato in altri luoghi di intervento quali fiume Brembo, fiume Serio, lago d’Iseo, lago di Lecco e in provincia di Cremona». Uomini generosi dal cuore buono lasciano un’impronta anche al Furlo. Un ricordo che segna i sentimenti.




