Calabria

Nodo sottosegretari, per il Tar il ricorso della Regione Calabria è inammissibile. Ora si aprono nuovi scenari: ecco quali sono



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La competenza non è del giudice amministrativo, ma di quello ordinario. Con la sentenza breve appena depositata il Tar mette un punto fermo nella “battaglia” sul referendum sulla modifica dello statuto regionale che ha riportato in Calabria la figura dei sottosegretari. La prima sezione del Tar Calabria (presidente Ivo Correale, giudice estensore Francesco Tallaro, referendario Nicola Ciconte) ha dichiarato di fatto «inammissibile» il ricorso dell’amministrazione regionale «per difetto relativo di giurisdizione», facendo salva «la possibilità di riproposizione dell’azione davanti al competente giudice ordinario».

Al termine di un lungo ragionamento sul filo del diritto, il collegio rileva quindi che «il giudice dotato di giurisdizione» è quello «ordinario». Ma nello specifico «non spetta» al Tar «individuare in concreto il giudice ordinario competente, né lo strumento specifico di tutela» trattandosi di «questioni che rientrano nel demanio esclusivo del diverso plesso giurisdizionale cui è attribuita la giurisdizione».

Restano aperte almeno tre strade. La prima ipotesi è una nuova impugnativa dell’amministrazione regionale dinnanzi al Tribunale ordinario. Un’altra prevede la revoca della norma contestata in Consiglio regionale. E una terza contemplerebbe il regolare espletamento del referendum, già calendarizzato per il 29 novembre, anche se quest’ultima pare la via più indigesta alla maggioranza di centrodestra.

La reazione del Gruppo PD

«La Regione ha scelto la strada del contenzioso per provare a fermare il referendum, ma tutto ciò non ha prodotto l’effetto desiderato. La pronuncia del Tar Calabria sul ricorso promosso dalla Regione riguardo il referendum sull’istituzione dei sottosegretari conferma quello che diciamo da tempo. Una questione così importante come la nomina di due sottosegretari, pagati centinaia di migliaia di euro all’anno con i soldi dei cittadini senza nessuna reale mansione, non può essere calata dall’alto ma deve essere decisa dai calabresi. E’ arrivato il momento che anche il Presidente Occhiuto se ne faccia finalmente una ragione e non continui con questo gioco al massacro». E’ quanto si legge in una nota del Gruppo Pd del Consiglio regionale della Calabria che ha commentato la sentenza del Tar Calabria.

«E’ arrivato il momento – secondo il gruppo del PD – che il nostro Presidente, da sempre inebriato dalla figura dell’uomo solo al comando, faccia un passo indietro e abbia il coraggio di tornare in aula in Consiglio Regionale e mettere fine a questa pagina triste della politica calabrese, messa in scena solo per moltiplicare le poltrone e dare risposte ai vari partiti della coalizione. Ora la palla è nelle sue mani e ci auguriamo, per il bene dei calabresi, che faccia la scelta di eliminare per le vie istituzionali le figure dei Sottosegretari. Perché perseverare “diabolicamente” sulla strada da lui intrapresa e portare i calabresi al voto in novembre per il referendum significherebbe perdere ancora tempo e sprecare ben 7 milioni di euro del bilancio regionale. La Calabria e i calabresi, caro Presidente, crediamo che abbiano altre priorità».

 


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