Marche

«L’incendio del 2020 non partì dal fotovoltaico»


ANCONA Il fotovoltaico non fu la miccia del maxi-rogo dell’ex Tubimar. È la conclusione ribadita ieri dall’ingegner Gianluigi Guidi, consulente tecnico dei pm Marco Pucilli e Serena Bizzarri, sentito per la seconda volta nel processo sull’incendio che nella notte tra il 15 e il 16 settembre 2020 devastò circa 20mila metri quadrati di capannoni nel porto, quasi metà dello stabilimento.

 La perizia

Guidi ha confermato gli accertamenti compiuti già durante le indagini: le fiamme, secondo la ricostruzione dell’accusa, si svilupparono nei capannoni in uso alla Frittelli Maritime Group e da lì si propagarono alle strutture vicine. Sottoposto al controesame delle difese, il tecnico non si è spostato dalle proprie conclusioni. Tra gli elementi finiti sotto la lente anche i file di log dell’impianto fotovoltaico, nei quali risultavano anomalie registrate anche in periodi precedenti al disastro. Anomalie che, secondo Guidi, «non permettono però di attribuire ai pannelli l’origine dell’incendio».

Le cause

Resta invece senza risposta il motivo che provocò la prima fiamma: il punto di origine viene individuato nei locali Frittelli, ma la causa materiale dell’innesco continua a non essere accertata. È del resto lo stesso impianto accusatorio a parlare di una fiamma sviluppatasi per cause rimaste ignote. Con la nuova deposizione di Guidi si è chiusa la fase delle prove della Procura. A processo ci sono Roberto Spinsanti, all’epoca amministratore delegato della Frittelli Maritime Group, accusato di incendio colposo, Chiara Morandi, ex presidente di Ase, e Cristiana Belardinelli, amministratrice unica di Cpn, queste ultime per le contestazioni relative alle cautele antincendio. Secondo l’accusa, nei capannoni Frittelli erano presenti materiali infiammabili in quantità e tipologie diverse da quelle previste dalla Scia e il sistema antincendio presentava carenze; altre omissioni vengono contestate nei locali Ase e Cpn. Il processo riprenderà il 4 novembre con la fase dedicata alle parti civili (Fotovoltaico Porto Ancona, Autorità di sistema portuale e Ase). Poi toccherà agli esami degli imputati e ai testimoni indicati dalle difese.




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