Calabria

Le urne incombono sull’Autonomia: Calderoli “teme” il voto anticipato

Il tempo stringe e i segnali che arrivano dalla “war room” di Palazzo Chigi non sono incoraggianti. L’ipotesi di tornare al voto già in primavera, sei mesi prima della scadenza naturale della legislatura, è centrale nei ragionamenti della premier Giorgia Meloni. Quella della leader di Fratelli d’Italia è una strategia che, tuttavia, rischia di mandare in aria alcuni provvedimenti-bandiera. È il caso della riforma dell’autonomia differenziata, simbolo di una Lega guidata da Matteo Salvini attraversata da tensioni interne e dalla tentazione dell’ala nordista di imprimere un cambio di passo (e di leadership) per dare nuova linfa ad un partito “svuotato” da Futuro Nazionale.
Nelle scorse ore il pericolo che tutto salti è stato evidenziato da Roberto Calderoli, dal palco della manifestazione organizzata dalla Lega “A tua difesa”. Conversando con il consigliere regionale calabrese del Carroccio Orlandino Greco, nella Capitale in veste di presidente del movimento Italia del Meridione, il ministro delle Riforme ha messo a fuoco la situazione attuale. Con la riforma dell’autonomia differenziata e le pre-intese con quattro regioni del nord in quattro materie, «si è arrivati all’ultimo miglio nella sua fase regionale e statale. La settimana scorsa il Veneto con soli 3 voti contrari ha approvato l’intesa definitiva. Ieri è iniziato il percorso in Liguria, oggi in Lombardia, il Piemonte ha qualche giorno di ritardo ma entro fine settembre verrà approvato per passare al Cdm, per la fase successiva. Io penso che sia necessario un anno (per l’approvazione definitiva, ndr) e perciò ho finora sostenuto la durata della legislatura».
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