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È scontro sull’asta dell’archivio segreto degli Oasis: dentro conversazioni tra Liam e Noel Gallagher, 100 ore di prove e 63 concerti. “È un pezzo di storia”

Più di cento ore di registrazioni, concerti, prove, soundcheck e conversazioni private tra Liam e Noel Gallagher. Un pezzo dei primi anni d’oro degli Oasis sta per finire all’asta, ma la band non sembra avere alcuna intenzione di lasciarlo andare senza proteste.

Il prossimo 3 ottobre, Littleton Auctions, casa d’aste di Evesham nel Worcestershire, metterà in vendita un enorme archivio sonoro legato al gruppo britannico, con una stima compresa tra 1,2 e 1,6 milioni di sterline. A custodire per anni quel materiale è stato Huw Richards, tecnico del suono che lavorò con gli Oasis dagli esordi di Definitely Maybe fino al 2001. Oggi a venderlo è il figlio Owain Richards, anche lui tecnico del suono. Dentro ci sono 209 nastri DAT, 73 audiocassette e tre MiniDisc, oltre a registrazioni di 63 concerti, circa cento ore di prove, soundcheck e conversazioni informali tra i fratelli Gallagher e le persone che lavoravano con loro durante i tour.

Tra i pezzi più preziosi ci sarebbe anche quella che viene considerata l’unica registrazione conosciuta del concerto degli Oasis sulle rive di Loch Lomond, in Scozia, nel 1996, una delle esibizioni simbolo della band in quegli anni. E poi scalette, documenti di viaggio, memorabilia e altro materiale legato ai tour. Un vero archivio della fase in cui gli Oasis passarono in pochi anni dai club alla dimensione di fenomeno mondiale.

Il problema è che Liam e Noel Gallagher quel materiale lo rivorrebbero. Ben Homer, amministratore delegato di Littleton Auctions, ha confermato che l’entourage della band è a conoscenza della vendita e ha espresso le proprie preoccupazioni. Lo stesso Owain Richards ha raccontato che in passato il management degli Oasis lo aveva contattato perché aveva bisogno di recuperare alcune registrazioni custodite nell’archivio. Le trattative, però, si sarebbero poi arenate. Secondo Richards, la volontà della band sarebbe quella di riavere indietro i nastri, non di vederli ceduti a un collezionista.

È davvero un pezzo di storia”, ha spiegato Richards parlando del lavoro con cui il padre aveva conservato per anni registrazioni realizzate in un’epoca in cui, a differenza di oggi, il pubblico non disponeva di smartphone con cui documentare ogni concerto. La casa d’aste, da parte sua, sostiene che la vendita possa procedere regolarmente e che il materiale venga offerto con una provenienza verificata. Ma c’è un dettaglio fondamentale: chi comprerà l’archivio non potrà automaticamente pubblicare o sfruttare commercialmente ciò che contiene. I diritti di proprietà intellettuale sulle registrazioni restano infatti agli Oasis e un’eventuale pubblicazione richiederebbe la collaborazione della band.

Secondo Richards, l’audio sarebbe conservato in condizioni tali da poter essere persino rimasterizzato per un album dal vivo. Per ora, però, più che un nuovo disco degli Oasis, all’orizzonte c’è una battaglia per il possesso fisico di uno dei loro archivi più preziosi.

La vendita arriva peraltro in un momento in cui l’interesse attorno alla band è tornato ai massimi livelli dopo la reunion di Liam e Noel Gallagher e il ritorno insieme sul palco. E forse è proprio questo a rendere ancora più prezioso – e più conteso – tutto ciò che racconta dall’interno gli anni in cui gli Oasis sono diventati una delle band più importanti di sempre.


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