Marche

«Mi ribellavo, era lui l’aggressivo e faceva uso di droghe»

TRECASTELLI «Le poche volte che mi ribellavo era perché lui faceva uso di cocaina davanti a mia figlia minorenne». È la versione resa ieri in aula dalla 37enne accusata di maltrattamenti nei confronti del compagno, un 45enne  costretto sulla sedia a rotelle dopo un incidente in moto nell’agosto del 2022. Una ricostruzione opposta a quella dell’uomo, che nel febbraio del 2025 aveva denunciato la compagna raccontando ai carabinieri anni di vessazioni, minacce e aggressioni.

La vicenda

Il 45enne aveva sostenuto che tutto fosse cominciato dopo l’incidente in moto dell’agosto del 2022, che lo ha reso invalido al 100% e costretto sulla sedia a rotelle. Da quel momento, secondo la denuncia, la compagna avrebbe iniziato ad addossargli la responsabilità di non essere rimasta incinta e a mettere in dubbio che la figlia avuta da una precedente relazione fosse davvero sua. «Sosteneva che lei non potesse essere mia figlia perché era convinta che io fossi sterile», aveva riferito l’uomo, parte civile tramite l’avvocato Mauro Diamantini.

Da lì, sempre secondo il suo racconto, sarebbero iniziate le vessazioni psicologiche, i «dispetti e le cattiverie» e poi le aggressioni fisiche. Tra gli episodi contestati ci sono i tappeti disseminati in casa, che per il 45enne avrebbero ostacolato i movimenti con la carrozzina, e il divieto di tenere le scarpe nell’abitazione. Nell’ottobre del 2024 la 37enne lo avrebbe inoltre colpito con un boccale di birra, facendolo cadere dalla sedia a rotelle, per poi prenderlo a calci e pugni davanti a un’amica, già sentita in aula. L’uomo aveva riferito anche la minaccia: «Dammi un figlio oppure ti seppellisco». La 37enne ieri in aula ha respinto ogni accusa. Davanti al collegio penale del Tribunale di Ancona, ha dichiarato di essersi limitata a reagire ai comportamenti del compagno. «Io mi ribellavo soltanto. Era lui l’aggressivo e faceva uso di sostanze stupefacenti anche davanti alla figlia», ha sostenuto.

La difesa

L’imputata, difesa dall’avvocato Franco Gaudio, ha contestato anche la questione dei tappeti: «Li voleva lui. Li ha messi lui così poteva pulire le ruote della carrozzina». Nel corso dell’udienza è stato sentito anche uno degli investigatori che ha seguito gli accertamenti e che ha riferito come il 45enne fosse attenzionato per l’uso di cocaina. I testimoni indicati dalla difesa non si sono presentati. Il processo è stato rinviato al 4 novembre.




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