Puglia

‘Soldi per passare esami all’università’, il prof Fabrizio Volpe prosciolto

La Corte di Appello di Bari ha riformato la sentenza di condanna a cinque anni di reclusione, per il reato di induzione indebita, inflitta in primo grado a Fabrizio Volpe, professore di Diritto civile dell’università Aldo Moro di Bari, dichiarando il reato estinto per prescrizione in seguito alla riqualificazione dello stesso. Il docente era finito a processo nel 2021 per due presunti episodi di concussione e uno di violenza sessuale nei confronti di due studentesse alle quali – secondo l’accusa – avrebbe chiesto soldi e un rapporto sessuale per superare un esame.

Il Tribunale aveva riqualificato il primo episodio di concussione in induzione indebita, accusa per la quale Volpe ha ricevuto la condanna oggi annullata dalla Corte d’Appello. La violenza sessuale era stata invece riqualificata in tentata violenza sessuale, reato dichiarato prescritto così come il secondo episodio di concussione a lui contestato. Delle due presunte vittime, una non si è mai costituita parte civile mentre un’altra ha revocato la costituzione. Unica parte civile era, dunque, l’Università. Nei confronti di Volpe il pm Marco D’Agostino aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione.

“Oggi si chiude un calvario durato 12 anni – commentano in una nota i legali Angelo Loizzi ed Elio Addante -. L’originaria ipotesi accusatoria di concussione, già derubricata con la sentenza di primo grado, è stata ulteriormente ridimensionata dalla Corte d’Appello di Bari. La Corte ha dunque riconosciuto che mai il professor Volpe ha abusato del suo ruolo, mai ha costretto o indotto la studentessa a concedergli utilità in cambio del superamento di esami”.




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