Calabria

Caso “Luce nelle Periferie” a Vibo, l’assessore Scrugli chiarisce: «Amarezza per la revoca, ma pronti a tutelare l’Ente anche al TAR»



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Lorenza Scrugli

Un vero e proprio caso politico-amministrativo quello che sta interessando la città di Vibo Valentia attorno alla revoca dei fondi per il progetto “Luce nelle Periferie”. In risposta alle polemiche sollevate dalle opposizioni e da alcune testate locali, l’Assessore alle Politiche Sociali interviene per chiarire la dinamica dei fatti, rivendicare la validità dell’iniziativa e preannunciare possibili contromisure legali a tutela dell’Amministrazione.

Il valore del progetto e la figura del tecnico esterno

Definito dalla giunta come un’iniziativa «straordinaria e a supporto totalizzante» per le aree marginali della città, il piano comprendeva una vasta rete di partnership istituzionali — tra cui gli atenei calabresi, l’ASP, enti locali e associazioni del terzo settore — con una considerevole mole documentale prodotta.

Per l’elaborazione della proposta, l’Ente si era affidato a un professionista esterno selezionato tramite avviso pubblico. Una scelta motivata dalle elevate competenze richieste e priva di impatto sul bilancio comunale, poiché il compenso del tecnico era vincolato esclusivamente all’effettiva approvazione del finanziamento.

La cronologia dei fatti: dalla graduatoria ai ricorsi

La ricostruzione fornita dall’Assessorato evidenzia un iter procedurale complesso e protrattosi per quasi un anno:

Dicembre 2025: La Regione Calabria pubblica la graduatoria provvisoria, seguita da una serie di ricorsi proposti da alcuni degli enti esclusi.

Maggio 2026: All’esito della disamina delle contestazioni, la Regione emana la graduatoria definitiva. Il Comune di Vibo Valentia risulta ammesso e posizionato al terzo posto a livello regionale, ottenendo il diritto al contributo.

Luglio 2026: Dopo la presentazione ufficiale e la firma della convenzione (14 luglio), il Comune richiede l’anticipo del 20% delle somme per dare l’avvio alle attività.

Fine luglio 2026: Un ulteriore ricorso, inoltrato questa volta dal Comune di Catanzaro, spinge la commissione regionale a riesaminare la pratica di Vibo, riscontrando l’assenza di un documento ritenuto essenziale. Alle contestazioni della Regione del 27 luglio, il Municipio risponde inoltrando le proprie deduzioni il 31 luglio.

3 Settembre 2026: Giunge la determinazione della Regione Calabria che decreta ufficialmente la revoca del finanziamento.

La reazione della Giunta e le azioni legali

Prese le distanze dalle accuse avanzate dalla minoranza consiliare e da alcune ricostruzioni di stampa che parlavano di «macchina comunale deserta», l’Assessore ribadisce l’amarezza per l’accaduto ma conferma la fermezza della linea dell’Amministrazione.

I tecnici comunali sono attualmente al lavoro per analizzare gli atti della revoca: l’obiettivo è verificare la sussistenza dei presupposti per un’eventuale impugnazione del provvedimento dinanzi al TAR, con il fine dichiarato di tutelare gli interessi dell’Ente e della comunità locale.


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