Calabria

Giovani della Calabria, una generazione sospesa: uno su 4 è fuori da studio e lavoro

Un esercito di “fantasmi”. “Fantasmi” che non vanno più a scuola, non seguono corsi universitari e hanno detto “no” alla formazione. Sono gli “analfabeti lavorativi” che non credono più alla possibilità di trovare un’occupazione. Sacche di Neet (acronimo inglese di “Not in Education, Employment or Training”) ristagnano in ogni angolo delle città e dei piccoli borghi configurando un dato complessivo regionale allarmante certificato dall’inchiesta del Sole 24 Ore, elaborata sui dati del Laboratorio Dedalo della Fondazione Gi Group. Numeri che definiscono una realtà che obbliga a cambiare prospettiva. Nel 2025 il 24,3% dei giovani calabresi, tra i 15 e i 34 anni, è fuori contemporaneamente dai circuiti dell’occupazione legale, dall’istruzione e dalla formazione. Quasi un under 35 su quattro. In Italia, fanno peggio soltanto Campania e Sicilia. La media nazionale si ferma al 15,6%, quella europea al 12%.
Il Neet non è necessariamente un giovane che «non ha voglia di lavorare». Può essere più semplicemente il prodotto finale di una sequenza di porte rimaste chiuse.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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