«Diciassette ettari e dodici impianti»: esplode la protesta contro il cumulo di servitù energetiche
Dodici impianti sommati, ettari di suolo agricolo divorati dal cemento e una pressione infrastrutturale che rischia di soffocare definitivamente le campagne del territorio. Il Comitato di difesa del territorio – No Tyrrhenian Link lancia l’allarme sul cumulo di servitù energetiche che si sta consolidando nell’agro di Selargius e chiama cittadini e associazioni alla mobilitazione generale per domenica 13 settembre, alle 11, in piazza Si ‘e Boi.
L’obiettivo prioritario della piazza è muovere la Giunta regionale affinché esprima parere negativo nei confronti dell’ennesimo progetto in fase di autorizzazione: l’impianto di stoccaggio energetico BESS della società Atena Storage SRL.
IL CONFRONTO CON ITTIRI – Il comitato rivendica parità di trattamento rispetto ad altri contesti dell’Isola dove la Regione è già intervenuta per porre un freno. «Lì un solo impianto è stato giudicato incompatibile, a Selargius siamo davanti a una devastazione cumulativa senza precedenti», denunciano i promotori della protesta.
I numeri presentati dal comitato fotografano un quadro ad alta densità infrastrutturale. L’agro selargino vede già la presenza della Stazione Elettrica Terna esistente (9,3 ettari), a cui si aggiungono la mega-stazione di conversione e quella di smistamento del Tyrrhenian Link (17 ettari acquisiti), il cavo sottomarino e le opere del Sardinian Link. A questi tasselli si sommano l’impianto BESS della società W Selargius s.r.l. (ex Whysol, oltre 2 ettari), la cabina primaria di un ettaro, i raccordi previsti per gli impianti eolici e offshore Nora Energia 2, Sardinian South 1 e 2, Ecowind 6, oltre al sistema di batterie BESS FRV Italia al confine con Settimo San Pietro.
L’EFFETTO CUMULO E LE CRITICITÀ – A preoccupare la popolazione è la modalità con cui i singoli progetti procedono nell’iter autorizzativo. «Ogni opera procede senza VIA (valutazione di impatto ambientale) e non viene considerato l’effetto cumulo di servitù, che non è programmato, ma si sta sedimentando in maniera eccessiva. Manca la valutazione di impatto ambientale su tutte le opere già approvate, e occorre fermare quelle in approvazione», dichiara il portavoce Agostino Atzeni.
L’ATTO FORMALE DI OPPOSIZIONE – In vista della scadenza procedurale, lo scorso 28 agosto il comitato ha formalizzato un atto di intervento ai sensi degli articoli 9 e 10 della legge 241/1990 contro il progetto Atena Storage SRL, inoltrato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e a tutti gli enti coinvolti. Nel documento tecnico inviato a Roma e a Cagliari vengono dettagliate diverse criticità normativo-ambientali: La collocazione dell’opera in un’area classificata come non idonea dalla normativa regionale sarda; La mancata valutazione degli effetti cumulativi derivanti dalla convergenza di molteplici infrastrutture sul medesimo nodo elettrico; I rischi legati alla sicurezza idraulica per i fondi e le abitazioni situate a valle; Le criticità di sicurezza antincendio connesse alla specifica tecnologia dei sistemi di accumulo BESS. L’impatto sul suolo agricolo irriguo e sulle colture locali; L’inadeguatezza della viabilità rurale di accesso, non commisurata al traffico di cantiere previsto; La tutela dei vincoli archeologici e paesaggistici dell’area; Formali vizi di procedura, tra cui la mancata pubblicazione dell’avviso sui quotidiani come previsto dalla legge e la deposizione di elaborati ritenuti poco chiari per i proprietari dei terreni interessati.
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