Addio a padre Carlo, una vita spesa per gli “ultimi”
Oristano
La scomparsa dell’ex parroco di San Paolo
Sempre dalla parte degli ultimi. Sino a quando le forze glielo hanno consentito, sempre dalla parte degli ultimi, magari con una richiesta di aiuto per un “fratello” in difficoltà, o una telefonata di conforto. Lo vogliamo ricordare così padre Carlo Atzei, francescano, scomparso ieri, domenica 6 settembre, all’età di 84 anni.
Arrivò dalla Marmilla (terra di origine di diversi religiosi che hanno sposato la causa di San Francesco) e a cavallo tra gli anni ottanta e novanta fu parroco di San Paolo, nel quartiere di Torangius, a Oristano.
Per difendere gli ultimi finì persino sulle pagine dei giornali. Dalla vecchia chiesa – capanna del quartiere, che il sabato e la domenica a malapena riusciva a contenere i fedeli, sollevò la voce, con fare un po’ burbero. Era successo che a poche decine di metri dalla parrocchia, aveva trovato rifugio una delle prime comunità di immigrati giunti dall’Africa a Oristano. Vendevano la loro merce nelle strade e piazze cittadine, d’estate lungo le spiagge del litorale. Per loro non era stato facile ottenere una casa in affitto. In città, la diffidenza era tanta, il pregiudizio difficile da vincere. Si erano sistemati in un appartamento al piano terra di via Versilia e li vivevano ammassati, in condizioni a dir poco precarie, tra mille difficoltà.
In parrocchia si cercava di aiutarli, ma non bastava. Padre Carlo se la prese col Comune che aveva del tutto ignorato quegli ultimi. E in Comune, dove la Democrazia Cristiana governava incontrastata, se la presero con padre Carlo, per quelle pubbliche bacchettate. L’allora sindaco Giorgio Gaviano, anche lui democristiano, però, da uomo intelligente capì la lezione: i servizi sociali furono subito mobilitati. Pace fatta.
A metà degli anni novanta, padre Carlo lasciò Oristano per guidare la parrocchia dell’Annunziata, a Cagliari. Tra i suoi parrocchiani tanti vip: imprenditori, politici, giocatori del Cagliari calcio, appartenenti alle nobili famiglie cittadine. Insieme ad alcuni attivisti della comunità parrocchiale li convinse tutti ad “adottare” un progetto dei missionari francescani. Nel lontano Kenia, grazie soprattutto ai soldi raccolti a Cagliari, ma in parte anche a Oristano, fu realizzato un centro di accoglienza e tutela per giovani madri e bambini vulnerabili o di strada. Si illuminavano gli occhi a padre Carlo, quando mostrava le foto di quei bambini sorridenti che avevano trovato un tetto e quattro mura pulite dove vivere.
Poi la vecchiaia. Ma prima che le condizioni di salute lo costringessero a trovare ospitalità negli Istituti riuniti di Milis, dove ha cessato di vivere, padre Carlo era tornato a Oristano. Era tornato a dare un aiuto nel convento di San Francesco, svuotato dalla crisi delle vocazioni. I capelli ormai bianchi, quel sorriso coinvolgente e una mano sempre pronta per gli ultimi, per tutti. (m.e.)
Il rito religioso di saluto a padre Carlo Atzei, domani, martedì 8 settembre: alle 11, nella chiesa di San Francesco a Oristano, e alle 18, nella chiesa parrocchiale di Simala, suo paese d’origine.
Lunedì, 7 settembre 2026
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