Marche

esami oncologici out. «I pazienti dirottati a Macerata»

ANCONA La Tc Pet (Tomografia a Emissione di Positroni) dell’ospedale di Torrette è ancora fuori uso, dopo quasi due mesi. Il macchinario, fondamentale per la diagnosi precoce dei tumori, è infatti stato colpito a fine luglio da un guasto tecnico che ha costretto l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche a ricorrere a piani d’emergenza, come il dirottamento dei pazienti in altri presidi, perfino a Macerata.

Il dibattito

La circostanza è emersa ieri in Consiglio comunale, con l’assessora alle Politiche socio-sanitarie Manuela Caucci che ha risposto all’interrogazione della consigliera Pd Mirella Giangiacomi. «La macchina ha manifestato un’anomalia intermittente che ha richiesto ripetuti interventi tecnici per la complessa individuazione della problematica», ha spiegato Caucci, riferendo la nota redatta dall’Aoum. E ancora: «Si è arrivati ad uno specifico componente la cui disponibilità è però condizionata dalla vetustà dell’apparecchio». La macchina, infatti, era da tempo nella lista di quelle che l’Azienda aveva in animo di sostituire, ma purtroppo non si è riusciti a farlo prima che l’età risultasse fatale. E adesso? L’Azienda ha già provveduto ad avviare le procedure per ordinare la nuova macchina, ma ci vorranno mesi. Per ora, «ha già messo in campo sinergie con altre Ast, come quella di Macerata», ha anticipato ieri Caucci. Il risultato: «I pazienti vengono presi in carico e indirizzati verso altri presidi sanitari».

L’alternativa

«Ma è stato anche disposto il noleggio di un sistema mobile di Tc Pet, l’azienda ha pubblicato l’avviso in questi giorni», ha concluso l’assessora. «Ci vorranno però almeno altri due mesi prima di averlo», ha attaccato la dem Giangiacomi. Ha aggiunto: «Ci sono pazienti ricoverati a Torrette che sono dovuti andare a Milano, mentre le liste d’attesa a Pesaro per quest’esame hanno superato i due mesi». Una situazione «vergognosa, che rischia di far venire meno il senso della diagnosi precoci». Nella parte finale del suo affondo la consigliera del Pd ha parlato dell’Aoum come «di un’azienda che sembra in fase di liquidazione», invitando anche l’assessora Caucci «a sbattere i pugni sul tavolo».




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