Non accetta la fine della relazione e uccide il fratello della ex: caccia al 32enne
1
Non avrebbe accettato la fine della relazione con la sorella minore di Abdellatif Bensefiyan e la tensione, cresciuta negli ultimi giorni tra minacce e danneggiamenti, sarebbe culminata nell’agguato mortale. È questa la pista seguita dagli investigatori per spiegare l’omicidio del 61enne di origine marocchina, ucciso ieri sera in via Castions di Strada, nel quartiere Sant’Osvaldo di Udine. Per il delitto è ricercato un connazionale di 32 anni, residente a Rive d’Arcano, che potrebbe essere ancora armato.
L’allarme è scattato alle 19.48. Bensefiyan stava tornando a casa a piedi con le borse della spesa quando, a pochi passi dalla sua abitazione, sarebbe stato sorpreso dal 32enne, che lo avrebbe atteso nascosto dietro una siepe o un’auto parcheggiata. L’aggressore lo avrebbe colpito ripetutamente al torace con un oggetto tagliente o appuntito, per poi fuggire attraverso i campi.
Soccorso dal personale del 118 e trasportato in condizioni disperate al Santa Maria della Misericordia, Abdellatif è morto poco dopo. Le ferite erano gravissime e avrebbero interessato anche il cuore.
Quando ieri sera la notizia della morte di Abdoul si è diffusa, circa un centinaio di connazionali ha raggiunto l’ospedale di Udine. Prima la preghiera, poi il dolore e le lacrime per un uomo che, dopo trent’anni trascorsi in città, era diventato un punto di riferimento per molti. Per tutti, infatti, Abdellatif era semplicemente Abdoul. Originario di Casablanca, viveva a Udine da circa trent’anni e si manteneva svolgendo lavori saltuari. Si arrangiava come poteva ed era molto conosciuto nella comunità marocchina, dove viene ricordato come una persona rispettata, che non aveva mai dato problemi ed era sempre pronta ad aiutare i connazionali in difficoltà. La moglie vive in Marocco, mentre il figlio si trova in Francia. Abdoul abitava con la sorella maggiore e il marito di lei.
La sorella minore, invece, era arrivata a Udine circa cinque o sei anni fa. Proprio la sua relazione con il 32enne sarebbe all’origine dei dissidi. La donna, 38 anni, avrebbe interrotto il rapporto circa un mese fa, ma l’uomo non avrebbe accettato la separazione. Tre giorni prima del delitto si sarebbe presentato anche sul suo luogo di lavoro nel tentativo di incontrarla e, davanti al rifiuto, avrebbe pronunciato minacce di morte.
A questo si aggiunge un episodio avvenuto nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio. Secondo quanto riferito a Telefriuli da alcuni connazionali della vittima, il 32enne avrebbe già minacciato Abdoul e danneggiato un’automobile, rompendo vetri e gomme. In quell’occasione avrebbe anche annunciato che prima o poi qualcuno sarebbe morto. Circostanze sulle quali sono in corso gli accertamenti degli investigatori.
Dopo l’agguato il ricercato, che secondo alcuni connazionali sarebbe arrivato a Udine soltanto di recente, è stato visto fuggire nei campi con una maglietta arancione. Un testimone intervistato da Telefriuli ha raccontato di averlo visto durante la fuga e di aver indicato alle forze dell’ordine la direzione presa.
Le ricerche del 32enne sono proseguite per tutta la notte. Carabinieri e polizia hanno passato al setaccio la zona e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti anche i militari delle Investigazioni scientifiche e il sostituto procuratore Letizia Puppa.
Accanto al corpo è stato sequestrato un cacciavite con tracce di sangue: gli accertamenti dovranno stabilire se sia stato utilizzato nell’aggressione oppure dalla vittima nel tentativo di difendersi. Alcuni testimoni hanno infatti riferito della presenza di un coltello. Gli inquirenti stanno ora ricostruendo nel dettaglio anche la sequenza di minacce e tensioni che avrebbe preceduto l’agguato.
Source link




