dalla provincia di Venezia la storia di Nicola, adulto con la voglia di continuare a sognare
Non sono soltanto mattoncini: dietro una collezione può esserci un mondo intero, fatto di ricordi, passioni e quella capacità di meravigliarsi che non dovrebbe mai abbandonarci.
E poi c’è una Coppa del Mondo che non si alza su un campo da calcio, ma tra le mani di Nicola. È fatta di Lego, mattoncino dopo mattoncino, e quando finalmente è terminata la soddisfazione è stata quella di chi ha portato a compimento qualcosa di speciale, qualcosa che desiderava da tempo.
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Nicola ha questa grande passione per i Lego. Una passione nata quando era bambino e che, come spesso accade con le cose che ci appartengono davvero, è rimasta lì, in attesa di essere riscoperta. Oggi, da adulto, ha ricominciato a costruire.
Non soltanto Lego, però. Perché basta guardare gli scaffali di casa sua per capire che quei mattoncini sono soltanto una parte di un universo molto più grande.

Ci sono action figure, film, videogiochi, personaggi dei fumetti e dei manga. Ci sono gli anime giapponesi, una passione per Ken il guerriero e Dragon Ball, i giochi di ruolo e i giochi da tavolo. E poi il cinema, vissuto magari con meno tempo rispetto a quando era più giovane, ma senza che sia venuta meno la curiosità.
Gli scaffali raccontano così una persona molto più di quanto potrebbe fare un semplice elenco di hobby.
Ci sono i videogiochi accumulati negli anni, da Assassin’s Creed a Resident Evil, da Uncharted a The Last of Us, fino ai titoli più recenti. E accanto ai videogame compaiono i personaggi che hanno accompagnato intere generazioni: Spider-Man, Iron Man, Doctor Strange e molti altri.
È facile, guardando una collezione così, fermarsi alla parola “nerd”. Ma sarebbe riduttivo.
Perché dietro ogni oggetto c’è una storia. C’è il tempo dedicato a cercarlo, il ricordo legato a un personaggio, l’emozione provata davanti a un film, la sfida di completare una costruzione, la soddisfazione di vedere finalmente prendere forma qualcosa che fino a poco prima era soltanto una scatola piena di pezzi.
E forse è proprio questo l’aspetto più bello della storia di Nicola.
Viviamo in un’epoca nella quale agli adulti viene spesso chiesto di essere seri, efficienti, produttivi. Di avere sempre un obiettivo, possibilmente utile. E qualche volta ci dimentichiamo che anche coltivare una passione per il semplice piacere di farlo è qualcosa di prezioso.
Non tutti devono dipingere un capolavoro, inventare una tecnologia o compiere un’impresa straordinaria. A volte basta costruire qualcosa con le proprie mani. Oppure aprire un vecchio videogioco, sfogliare un manga, cercare un personaggio che ci ricorda l’infanzia.
Perché ogni persona porta dentro di sé qualcosa che non è replicabile: un modo unico di appassionarsi, ricordare, immaginare e sognare.

E forse il mondo, oggi, ha bisogno proprio di questo.
Ha bisogno di adulti che non abbiano paura di conservare una parte del bambino che sono stati. Di persone che sappiano ancora emozionarsi davanti a una costruzione finita.
Il mondo ha bisogno di romantici e di sognatori, magari che abbiano tra le loro passioni anche i Lego.
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