Calabria

Agguato a Vibo, otto colpi di pistola per vendetta: convalidato il fermo per tentato omicidio, il 55enne resta in carcere VIDEO

Un agguato in piena regola per regolare i conti dopo una lite familiare. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 55enne di Vibo Valentia, ritenuto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

I fatti risalgono allo scorso 28 agosto, quando un uomo di 61 anni si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” con gravi ferite da arma da fuoco al piede e alla coscia, oltre a diverse fratture. Scattato l’allarme, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno avviato immediate indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato.

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il 55enne avrebbe atteso che il rivale uscisse di casa e salisse in auto. A quel punto si è avvicinato a volto scoperto e ha esploso ben otto colpi di pistola ad altezza d’uomo. La vittima è riuscita a salvarsi con una manovra disperata, abbandonando il veicolo e usandolo come scudo, per poi fuggire a piedi mentre l’aggressore continuava a sparare, danneggiando anche diverse vetture in sosta.

La matrice dell’agguato

Dietro la spietata aggressione ci sarebbe una ritorsione: i familiari del 55enne, nei giorni precedenti, erano stati coinvolti in un acceso diverbio per futili motivi proprio con la vittima.

Subito dopo la sparatoria, l’aggressore si era dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Ritenuto concreto il pericolo di fuga, la Procura ha emesso un decreto di fermo. Dopo oltre tre giorni di ricerche a tutto campo, la Squadra Mobile è riuscita a rintracciarlo e bloccarlo nei pressi del veicolo utilizzato per l’agguato e per la successiva latitanza.

Condotto nella Casa Circondariale di Vibo Valentia, l’uomo è comparso davanti al giudice che ha confermato la misura del carcere.


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