Eseguito a Siena trapianto combinato di cuore e rene. Giani e Monni: “Successo di squadra”
L’intervento è stato effettuato presso l’Aou Le Scotte. Presidente e assessora ringraziano donatore e famiglia ed elogiano professioniste e professionisti coinvolti
Scritto da Walter Fortini, giovedì 3 settembre 2026 alle 12:43
Un paziente, affetto da grave insufficienza cardiaca associata a insufficienza renale cronica terminale, ha ricevuto nel mese di agosto un trapianto combinato di cuore e rene all’Azienda ospedaliero-universitaria senese, grazie ad un grande lavoro multidisciplinare. Prima è stato impiantato il cuore e successivamente, dopo stabilizzazione in terapia intensiva, il rene, con risposta immediata dei due organi.
Il paziente è già stato dimesso e la Regione ringrazia. Ringrazia il donatore e la famiglia, per il gesto di generosità che ha reso possibile un trapianto combinato. Ringrazia le professioniste e i professionisti che lo hanno reso possibile.
“Donare un organo – commentano il presidente Giani e l’assessora alla sanità, Monia Monni – è un atto di grande valore civile: consente di trasformare un momento di dolore in una possibilità concreta di cura e di vita per altri pazienti”. “Ma serve anche competenza e preparazione – peoseguono – e il nostro sistema sanitario e le professioniste e professionisti coinvolte, che ringraziamo, hanno dimostrato di averne”.
L’intervento effettuato rappresenta una procedura ad altissima complessità, perché richiede la perfetta integrazione di più percorsi clinici e organizzativi. Coinvolge la gestione del potenziale donatore in terapia intensiva e il coordinamento dell’intero processo di reperimento, donazione e prelievo degli organi e tessuti, la pianificazione di sala operatoria, l’esecuzione dei trapianti e la gestione intensiva successiva all’intervento.
“Il risultato ottenuto – aggiunge l’assessora Monni – è il frutto del lavoro congiunto di tutte le professioniste e i professionisti coinvolti e conferma l’importanza della formazione, di procedure condivise e dell’organizzazione della rete nel rendere più efficace l’intero processo di donazione e trapianto”.
L’eccezionalità dell’intervento realizzato dall’azienda ospedaliera universitaria senese è legata anche al fatto che il precedente trapianto combinato cuore-rene in Toscana era stato effettuato nel 2010, sempre presso le Scotte di Siena che per questo tipo di interventi il centro di riferimento regionale. Sono pochissimi i trapianti di questo tipo realizzati ogni anno in Italia: la difficoltà e complessità sono legati alla doppia e simultanea insufficienza d’organo del ricevente.
“Questo successo – si si sofferma Monni – dimostra la forza della rete trapiantologica regionale e l’eccellenza delle professioniste e dei professionisti del nostro sistema sanitario: dietro a un trapianto di questa complessità ci sono competenze, coordinamento e responsabilità clinica continua”. Resta il fatto che, senza il gesto di altruismo iniziale che è la donazione, tutto questo non sarebbe stato possibile. “Per questa ragione – ripetono Giani e Monni – al donatore e ai familiari va il nostro grazie più sincero”.
Con centoquattro donatori per milione di abitanti, un calo delle opposizioni dal 29 al 25 per cento e una crescita del numero di chi in vita lascia indicazioni per la donazione (che oggi rappresenta il 65 per cento dei consensi), la Toscana si conferma nei primi sei mesi del 2026 ai vertici nazionali – e tra i livelli più alti di attività in Europa – per generosità e organizzazione del proprio sistema. Livelli raggiunti e mantenuti da dieci anni e che hanno visto nel 2026 un aumento del 10 per cento dei donatori rispetto al primo semestre 2025.
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