Mps, Giani: “Il Mef faccia valere il suo 5% in assemblea dei soci”
E’ la richiesta del presidente che questa mattina ha partecipato a Siena al consiglio monotematico sui destini della Banca ribadendo l’importanza dell’unità delle istituzioni a tutela di un patrimonio non è senese ma di tutto il Paese
Scritto da Antonio Cannata, mercoledì 2 settembre 2026 alle 16:43
Il Mef non solo mantenga la sua quota del 4,86% in Mps, ma la faccia valere in assemblea dei soci a difesa dell’integrità e dell’identità della Banca. È in sintesi la posizione espressa questa mattina dal presidente Eugenio Giani nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Siena dedicata al futuro del Monte dei Paschi a cui hanno partecipato parlamentari del territorio, rappresentanti delle istituzioni locali, forze sociali.
“C’è un 4,8% dello Stato quando si va all’assemblea dei soci, questo 4,8% dello Stato deve essere utilizzato dal governo in modo attivo per la tutela di questo patrimonio italiano che è il Monte dei Paschi di Siena”, afferma il presidente davanti alla stampa, dopo aver spiegato la sua idea in aula con cui invita il Ministero dell’Economia e delle Finanze a non tenere un atteggiamento neutrale sull’Opas di Intesa.
Per Giani, l’appuntamento odierno del Consiglio comunale è un momento importante che manifesta l’unità del territorio a tutela dell’autonomia della banca, del mantenimento della direzione a Siena, dei livelli occupazionali e della rete degli sportelli, nonché della capacità dell’istituto di sostenere l’economia locale.
“Le istituzioni – ribadisce il presidente – vogliono essere unite, sono unite su un principio fondamentale che del resto è sancito dalla legge 218/1990, la cosiddetta legge Amato, che differenziò il profilo con cui Fondazione e Banca si rapportavano a Siena rispetto agli altri istituti di credito”. “Dobbiamo ripartire da lì – prosegue – dal legislatore italiano che dà al Monte dei Paschi di Siena uno status particolare che tutti devono tenere in forte considerazione, cioè il fatto che l’integrità del Monte dei Paschi è un bene per questo Paese e conseguentemente l’impegno delle nostre istituzioni deve allargarsi a livello nazionale”.
Giani, che domani tornerà a Siena per un incontro con la sindaca Fabio, la presidente della Provincia Carletti e i parlamentari eletti in Toscana, ricorda il precedente passaggio vissuto da Mps nel 2021, quando rischiò l’incorporazione in Unicredit. “Allora grazie all’unità delle istituzioni ce la facemmo a impedirla e oggi – sottolinea il presidente – dobbiamo agire nello stesso modo, a partire da quello che abbiamo chiesto al ministro Giorgetti”.
“Faremmo un pessimo servizio se cadessimo nella trappola delle divisioni commentando le dichiarazioni che si susseguono”, dice il presidente rispondendo ai cronisti sulle diverse opinioni apparse in questioni giorni sugli organi di stampa. “Sono i soggetti che in questo momento agiscono a doversi rendersi conto che questo territorio è unito, compatto, forte nella tutela della banca”.
“Quello che conta – conclude – è la sostanza di una presa di posizione che insieme abbiamo preso di fronte al ministro Giorgetti, assieme all’orgoglio e la consapevolezza che dal 1462 di Monte dei Paschi dimostra che in Toscana si sa fare banca con valori, etica ed è un luogo fondamentale per l’economia del Paese”.
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