Marche

Macerata, incastrato il writer seriale. Il Comune inchioda “Pinpo” dopo 122 scritte: «Ora pagherà 40mila euro»

MACERATA – Il Comune di Macerata batte cassa e chiede 40mila euro al writerPinpo” per i danni. L’indagine penale è ormai agli sgoccioli, mentre dal punto di vista amministrativo il caso è già chiuso. La polizia locale ha inviato i verbali all’imbrattatore seriale, con tanto di spesa per i costi di ripristino dei luoghi deturpati. In totale, sia in aree pubbliche che private, sono 122 le scritte accertate. Un’attività investigativa andata avanti per mesi, grazie alla scrupolosa visione dei filmati della videosorveglianza e all’impiego anche di agenti in borghese.

 

I dettagli

I 40mila euro sono relativi solamente ai danni causati al patrimonio pubblico. La polizia locale ha appurato che tutte le scritte erano state effettuate dallo stesso autore, alcune su marmo, altre su mattoni e vetro. Poi gli agenti hanno inviato una relazione ai competenti uffici comunali e i tecnici hanno accertato l’ammontare dei danni. Numerose anche le querele presentate dai privati, confluite poi nel fascicolo penale. Il writer si firmava “Pinpo”, con una scritta in corsivo seguita da un punto, e in questo modo aveva imbrattato oltre un centinaio di muri in città, tra centro storico e periferie. Centoventidue per l’esattezza secondo i calcoli effettuati in base alle denunce presentate anche dai privati nel corso dei mesi scorsi. Il writer è stato denunciato e la Procura sta coordinando le indagini. A finire nei guai un 25enne di origini piemontesi.

La svolta

La svolta grazie alle telecamere che in almeno un’occasione lo hanno ripreso durante le sue prodezze. Da lì si sono sviluppate le indagini che hanno portato alla denuncia del giovane, arrivata grazie all’incrocio di varie informazioni e sulla base di diversi riscontri. «Ora, come fatto in passato con altri writer individuati e denunciati, gli chiederemo anche tutti i danni. Gli uffici comunali hanno già preparato i preventivi che ammontano a diverse decine di migliaia di euro», aveva dichiarato l’assessore Andrea Marchiori. E dalle parole si è passati ai fatti, con un conto da 40mila euro. L’imbrattatore aveva lasciato la propria firma su muri di edifici pubblici e privati in ogni angolo del capoluogo, con spray nero e rosso. La firma “Pinpo” era apparsa nei sottopassaggi, compreso quello in via dei Velini e in via Resse. Stessa firma lasciata pure in via Cincinelli e via Marche. Pinpo aveva lasciato il suo inequivocabile segno su un palazzo in via Mameli, uno in via della Pace e il muraglione di viale Carradori. Di fronte all’ingresso dello stadio dei Pini aveva vergato in rosso “bar dei veci Pinpo” e la scritta non aveva risparmiato il centro storico come in vicolo Coltelli o nella galleria pedonale dell’ex Park Sì. L’assessore alla polizia locale, Paolo Renna, in più occasioni ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto dagli agenti guidati dal comandante Danilo Doria.




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