Chaberton, il forte delle nuvole chiude: la meraviglia tra Italia e Francia rischia di crollare
Il Comune di Montgenèvre ha vietato dal 19 agosto 2026 l’accesso all’interno del Forte dello Chaberton, sulla vetta del Monte Chaberton tra Italia e Francia, per il rischio di crolli legato al deterioramento delle strutture dopo oltre un secolo di gelo, neve e abbandono. La salita alla cima, però, resta consentita: gli escursionisti potranno raggiungere i 3.131 metri della montagna, ma non entrare nella fortificazione, conosciuta da generazioni come il “Forte delle Nuvole”.
Perché Montgenèvre ha chiuso il Forte dello Chaberton
L’ordinanza firmata dal Comune francese di Montgenèvre riguarda le parti interne e più vulnerabili del Forte dello Chaberton: torrette, gallerie, casematte, locali sotterranei e passaggi ormai segnati dal tempo. La decisione, spiegano le autorità locali nel provvedimento del 19 agosto 2026, è stata presa per motivi di sicurezza pubblica, dopo il progressivo peggioramento delle condizioni statiche del complesso.
A pesare sono le condizioni estreme della quota. A 3.131 metri, neve, vento, infiltrazioni d’acqua e continui cicli di gelo e disgelo hanno consumato calcestruzzo, pietre e metalli. A questo si aggiungono i danni dei bombardamenti del giugno 1940 e il lungo abbandono seguito alla guerra. Il risultato, oggi, è un sito ancora visibile e riconoscibile, ma fragile. Troppo fragile, secondo il municipio, per consentire visite all’interno.
Cosa vieta l’ordinanza e quali controlli sono previsti
Il divieto non riguarda soltanto l’ingresso nelle stanze del Forte dello Chaberton, ma anche l’arrampicata sui muri, l’esplorazione non autorizzata delle gallerie e qualsiasi attività che possa mettere a rischio persone o strutture. Non è consentito neppure spostare pietre, elementi metallici o reperti legati alla storia militare del sito. Dettagli che, in alta quota, possono sembrare minimi. Non lo sono.
I controlli potranno essere effettuati dalla Gendarmerie francese, come indicato nell’ordinanza comunale. La misura resterà in vigore fino alla messa in sicurezza della fortificazione, senza una data di scadenza già fissata. In passato erano stati ipotizzati interventi per limitare l’ingresso di neve e acqua attraverso porte, finestre e aperture delle torrette, ma il degrado ha continuato ad avanzare. Dal 2021, l’intero complesso è tutelato come Monument Historique francese, una protezione che non riguarda soltanto le otto torri sulla sommità, ma l’insieme della struttura.
Le escursioni sul Monte Chaberton restano possibili
La chiusura del forte non trasforma il Monte Chaberton in una montagna interdetta. I sentieri che portano alla vetta restano percorribili e le escursioni già programmate possono svolgersi, purché vengano rispettate le indicazioni presenti sul territorio. Una volta arrivati in cima, tuttavia, il limite è netto: si può osservare il Forte dello Chaberton dall’esterno, non attraversarne soglie, corridoi o ambienti interni.
Per molti escursionisti, soprattutto piemontesi e francesi della zona di Briançon, lo Chaberton è una salita di memoria oltre che di quota. Il profilo delle otto torri, visibile da lontano nelle giornate limpide, accompagna l’avvicinamento lungo il percorso. “La vetta resta accessibile, ma il forte no”, è il senso pratico dell’ordinanza. Una distinzione necessaria, perché la curiosità dei visitatori — fotografie, esplorazioni, ingressi improvvisati — negli anni ha portato molte persone dentro spazi non più sicuri.
Dalla costruzione ai bombardamenti del 1940: la storia del Forte delle Nuvole
La costruzione del Forte dello Chaberton iniziò alla fine dell’Ottocento e fu, per l’epoca, un’impresa tecnica notevole. La cima del monte venne abbassata di circa sei metri per ricavare lo spazio necessario alla fortificazione; poi furono realizzate otto torri in calcestruzzo, ciascuna pensata per ospitare cannoni su installazioni girevoli. All’interno trovavano posto comando, infermeria, cucine, depositi e locali di servizio. Una piccola città militare sospesa sulle Alpi.
Nel 1910 fu completata anche una teleferica che collegava il forte al fondovalle, indispensabile per trasportare uomini, viveri e materiali. Per la sua posizione, lo Chaberton veniva considerato una postazione difficile da colpire. Eppure, il 21 giugno 1940, l’artiglieria francese riuscì a neutralizzare sei delle otto torri con obici Schneider da 280 millimetri. Dopo la Seconda guerra mondiale, con il Trattato di Parigi del 1947, la vetta passò alla Francia. Oggi resta un luogo di confine e memoria: raggiungibile a piedi, visibile da vicino, ma chiuso al suo interno finché la sicurezza non sarà garantita.
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