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Caldo nel Lazio, boom di chiamate al 118: +25% nei primi 15 giorni di agosto

Nel Lazio, durante l’estate 2026, l’Ares 118 ha registrato un aumento netto delle richieste di soccorso legate anche alle ondate di calore, con 40.670 interventi a luglio nella Centrale operativa di Roma, perché le alte temperature hanno spinto più cittadini a chiamare i servizi di emergenza-urgenza. Il bilancio, elaborato per Adnkronos Salute, racconta un sistema sotto pressione ma, secondo l’azienda regionale, capace di assorbire i picchi senza segnali di crisi. Numeri alla mano: più chiamate, più missioni, più accessi ai servizi territoriali. E un’estate ancora lunga.

Caldo e chiamate al 118: a Roma interventi in crescita del 9,1%

I mesi estivi sono stati segnati da periodi prolungati di alte temperature e, secondo quanto riferito da Ares 118, la Centrale operativa di Roma ha rilevato un andamento delle chiamate “proporzionale all’innalzamento delle temperature”. Nei primi quindici giorni di agosto 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, l’aumento delle richieste al 118 è arrivato fino a circa il 25%. A luglio, nella sola area romana, i contatti gestiti sono stati 45.116, con una crescita del 14,4% rispetto a luglio dell’anno precedente.

Da quei contatti sono derivati 40.670 interventi, in aumento del 9,1%: 24.656 si sono conclusi con il trasporto in ospedale, mentre 13.580 sono stati gestiti con trattamento sul posto. È il dato che fotografa meglio il peso della stagione: non solo emergenze da codice più grave, ma anche malori, scompensi, fragilità riacutizzate dal caldo, situazioni che richiedono valutazione rapida e decisioni in pochi minuti. In centrale, spiegano gli operatori, il lavoro è stato continuo, con giornate in cui il telefono “non smetteva quasi mai”.

Lazio Sud sotto pressione per i flussi balneari e il Piano Mare

La pressione non ha riguardato solo Roma. Nella Centrale operativa Lazio Sud, dove in estate incidono i flussi verso le località costiere, le schede aperte a luglio sono state 13.168, con un incremento del 23,2%; le missioni sono arrivate a 11.648, pari a un aumento del 6,6%. Di queste, 3.710 sono state chiuse direttamente sul posto, senza trasferimento in ospedale. Numeri più contenuti, ma con lo stesso andamento, sono stati registrati anche dalla Centrale Lazio Nord.

Proprio per rispondere all’afflusso turistico, ogni anno viene predisposto il Piano Mare, il dispositivo estivo pensato per assicurare il soccorso sanitario nelle zone balneari più frequentate. Quest’anno il piano ha previsto una collaborazione rafforzata con la Guardia Costiera, attraverso il coordinamento tra le Centrali 118 e le sale operative delle Capitanerie di Porto, con personale sanitario a bordo dei mezzi navali. Un caso, tra gli altri, viene citato dall’Ares: il 23 luglio, al largo di Civitavecchia, un marittimo di 61 anni in difficoltà durante una battuta di pesca è stato soccorso grazie all’intervento congiunto di Guardia Costiera, mezzi navali, equipaggi di terra ed elisoccorso.

Mostarda: “Una rete più integrata per orientare i cittadini”

Per il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, il bilancio dell’estate non riguarda soltanto la capacità di risposta ai picchi di domanda. “I risultati di questa stagione estiva — ha affermato — testimoniano l’avanzamento concreto di una precisa visione strategica di riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza nel Lazio”. Al centro, ha spiegato, c’è l’integrazione tra Nue 112, rete del soccorso 118 e Nea 116117, il numero per le cure mediche non urgenti.

Secondo Mostarda, questa architettura serve a orientare meglio il cittadino, alleggerire i pronto soccorso e garantire interventi più appropriati. “Stiamo consolidando un modello di sanità territoriale moderno, coeso e improntato all’equità di accesso alle cure”, ha aggiunto il direttore generale. Una frase istituzionale, certo, ma dietro ci sono scelte operative molto concrete: smistare le chiamate, distinguere l’urgenza reale dal bisogno differibile, inviare il mezzo giusto o attivare il medico del territorio. Solo allora il sistema regge davvero.

Nea 116117, più richieste per cure non urgenti e supporto ai fragili

Il ruolo del Nea 116117 è cresciuto in modo marcato. Considerando Roma e provincia, nei mesi di giugno e luglio 2026 le chiamate sono state 65.968, contro le 55.348 dello stesso periodo del 2025: 10.620 richieste in più, pari a circa il 19%. Anche ad agosto il trend è proseguito, complice il perdurare delle ondate di calore: nelle prime tre settimane sono arrivate 27.476 chiamate, rispetto alle 24.337 del 2025, con un aumento del 16%.

Il dato sui consigli telefonici conferma la funzione di filtro del servizio: sono stati 31.205, contro i 28.019 dell’anno precedente. Gli interventi assegnati ai medici del territorio sono passati da 11.901 nel 2025 a 14.414 nel 2026, quindi 2.513 in più. In questo quadro, segnala Ares 118, rientrano anche decine di prese in carico mensili per supporto psicologico, segno che il servizio non si limita al triage telefonico ma intercetta bisogni più ampi, specie tra pazienti cronici e persone fragili.

Dal 24 agosto 2026 il 116117 è stato esteso a tutto il territorio regionale. Intanto prosegue anche la maggiore visibilità del Nue 112, con il logo applicato sui mezzi aziendali dopo l’iniziativa avviata a inizio agosto alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Sul fronte tecnologico resta in uso la piattaforma FlagMii, che consente agli operatori di Centrale di visualizzare in tempo reale la scena dell’evento e guidare le prime manovre di soccorso in attesa dell’arrivo dell’equipaggio. L’obiettivo, spiegano dall’Ares, è completare l’integrazione con l’ambulanza connessa e la rete ospedaliera. Una catena unica, dal telefono al letto di cura.


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