Alluvione in Nepal, il rapallese Marco Ratto ancora disperso. La sindaca: “Dobbiamo continuare a sperare”

Rapallo. Ancora nessuna notizia di Marco Ratto, il 54enne gioielliere di Rapallo disperso insieme ad altri due italiani nella spaventosa alluvione al confine tra Nepal e Tibet lo scorso 26 agosto. Il suo nome è ancora presente nell’elenco fornito dalle autorità nepalesi insieme a quelli di Patrizia Marziale e Luca Barachini, una coppia di turisti itali-svizzeri.
Nella serata di sabato la sindaca di Rapallo Elisabetta Ricci è tornata a parlare sui social: “Le ore passano e il tempo sembra farsi più pesante, ma proprio ora dobbiamo continuare a sperare e a pregare, ognuno secondo la propria sensibilità, senza perdere la fiducia. Continuo a restare in contatto con i familiari di Marco, in punta di piedi e nel massimo rispetto del loro dolore, portando con me l’abbraccio silenzioso e la speranza di tutta Rapallo. Il giorno prima aveva sottolineato: “Si deve continuare a parlare di Marco al presente“.
Gli ultimi contatti sono avvenuti con la compagna Monica, alla quale aveva mandato alcune foto del viaggio. Poi il silenzio, da parte sua e di tutto il gruppo internazionale con cui Ratto stava realizzando il suo sogno di esplorare il Nepal. Una meta che rappresentava pienamente il suo spirito avventuroso e sportivo, amante della montagna, abituato a raggiungere mete lontane e impegnative.
Marco Ratto è molto conosciuto in paese grazie alle attività di gioielleria e orologeria della famiglia: lui gestisce quella di piazza Cavour con la compagna, la sorella Daniela si occupa invece del negozio in galleria Montallegro.
E sono tanti in queste ore i messaggi di apprensione, dolore e speranza che arrivano dai concittadini rapallesi. “Ero nel loro negozio martedì”, testimonia Raffaella Repetto che esprime “una preghiera affinché venga ritrovato” e incoraggia i suoi “stimatissimi” familiari. “In momenti come questo ti rendi veramente conto di quanto possa mancarti una persona cara, un vero amico – scrive Maria Paola Traverso -. Una persona davvero buona, sempre pronta ad aiutare gli altri senza chiedere mai nulla in cambio. L’educazione pura, il rispetto per il prossimo e quella disponibilità che ti rendevano una persona speciale. Smetti di camminare e torna subito da noi, perché Rapallo non sarà mai più la stessa senza di te”.
Intanto il bilancio, contando anche quello della Cina, è salito a 750 morti e oltre 3mila dispersi. I soccorritori lavorano senza sosta nella speranza di trovare altre persone intrappolate nell’inferno di fango e sotto gli edifici crollati. E arrivano storie che riaccendono le speranze, come quella di una bambina di sei anni tratta in salvo a Timure, in Nepal, rimasta sepolta tra le macerie per circa 60 ore: gli agenti della polizia hanno sentito le sue grida e l’hanno tirata fuori.




