Veneto

la corsia insorge, oltre 500 firme contro il nuovo regolamento assenze


La protesta del personale sanitario dell’Ulss 6 Euganea travalica i confini dei reparti e incassa un risultato politico e organizzativo straordinario. In soli dieci giorni nel pieno del mese di agosto, con i presidi a ranghi ridotti per la fruizione delle ferie estive, la Uil Fp Padova ha raccolto oltre 500 firme formalizzate tra infermieri, tecnici di radiologia e laboratorio, professionisti sanitari H24 e coordinatori di tutti i presidi aziendali (Schiavonia, Camposampiero, Cittadella, Dipartimento ai Colli e Piove di Sacco). La consultazione, promossa capillarmente nei banchetti presenziali e via email aziendale, era finalizzata a contrastare la nuova “Procedura trasversale per la gestione delle assenze improvvise”. Insieme alle +500 sottoscrizioni, la Uil Fp ha notificato alla
direzione generale dell’Ulss 6 Euganea una diffida formale a non dare corso all’applicazione della procedura.

«La risposta dei lavoratori è stata massiccia e senza appello – ha dichiarato Hena Helena da Silva Velotti, segretaria aziendale della Uil Fp Padova – da nord a sud della provincia, la corsia ha espresso profondo scontento e contrarietà verso un regolamento che pretende di formalizzare un’indebita traslazione delle competenze gestionali. Non si possono trasformare gli infermieri e i professionisti in centralinisti sottraendo tempo prezioso all’assistenza diretta dei pazienti nei letti d’ospedale, né imporre ai coordinatori una reperibilità di fatto e informale 365 giorni all’anno, annullando il diritto al riposo e alla vita privata».

Particolarmente critica la situazione riscontrata nell’alta padovana (Camposampiero e Cittadella), dove prassi simili venivano già parzialmente subite: «I colleghi di Padova Nord hanno manifestato la totale contrarietà a proseguire con questo sistema e a vederlo addirittura istituzionalizzato. La corsia rifiuta reperibilità “gratuite” nei riposi e l’uso sistematico di ordini di servizio per coprire doppi turni da 12 ore consecutive».

La Uil Fp ribadisce che le alternative trasparenti ed eque esistono già: «Al tavolo aziendale siamo stati l’unica sigla a votare contro e a proporre la soluzione della C.O.T. ovvero un unico referente delle professioni sanitarie in reperibilità su tutto il territorio per la gestione centralizzata delle emergenze. L’organizzazione del lavoro spetta alla dirigenza, non a chi sta già lavorando in turno». La diffida inviata ai vertici aziendali suona come un aut-aut chiaro: se l’amministrazione dovesse procedere unilateralmente all’attivazione del regolamento ignorando la voce di oltre
500 dipendenti, la Uil Fp proclamerà immediatamente lo stato di agitazione del personale e avvierà ogni forma di mobilitazione e tutela legale nelle sedi preposte. «Oltre 500 lavoratori ci hanno dato un mandato chiaro: la dignità del lavoro e la sicurezza delle cure non si calpestano. Noi – ha concluso Da Silva Velotti – non faremo un passo indietro».


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