calo degli incassi attorno al 10 %

Lunedì 31 agosto si chiudono i saldi estivi 2026 con un bilancio che FISMO Confesercenti Veneto Centrale definisce di sostanziale tenuta, ma senza entusiasmo. Nonostante una partenza sottotono, secondo la rilevazione condotta tra i propri associati, il 67% dei commercianti ha registrato un’affluenza inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un calo degli incassi stimato intorno al 10%, i saldi restano un appuntamento sentito dai consumatori. La spesa complessiva si concentra nelle fasce più basse: la maggior parte ha speso meno di 50 euro e tra 100 e 199 euro.
«I dati che abbiamo raccolto confermano che i saldi restano un appuntamento sentito dai consumatori, ma non più sufficiente da solo ad attivare la spesa: chi acquista lo fa con maggiore consapevolezza, cercando un rapporto qualità-prezzo reale e non semplicemente l’etichetta dello sconto – ha commentato oggi 29 agosto Nicoletta Allibardi, presidente di FISMO Confesercenti Veneto Centrale – il protagonismo confermato del negozio fisico è un patrimonio da valorizzare: chiediamo alle istituzioni di sostenere il commercio di vicinato, vero presidio dei nostri centri urbani, anche attraverso politiche capaci di accompagnarne la trasformazione digitale. Resta poi il nodo del calendario: dovrebbero chiudere la stagione, e invece si aprono quando è appena cominciata, con i presaldi che anticipano ulteriormente l’appuntamento».
«FISMO-Confesercenti – ha sottolineato Allibardi – ha lanciato una petizione alla Camera dei Deputati per posticipare la data dei saldi, raccogliendo già oltre 3mila firme di imprenditori. «Chiediamo regole nazionali semplici e uguali per tutti, capaci di restituire un equilibrio concorrenziale reale tra negozi fisici e online. Nel mercato della moda l’equilibrio si è rotto. I saldi dovrebbero essere di fine stagione, ma oggi partono quando la stagione è appena iniziata. La nostra professionalità merita rispetto, così come meritano rispetto i consumatori che hanno diritto a un mercato trasparente. Spostare la data significa, prima di tutto, ridare qualità al lavoro».
La campagna coinvolge l’intero sistema associativo e i territori, chiamati a contribuire alla diffusione dell’iniziativa e alla raccolta delle adesioni: una mobilitazione che punta a rimettere al centro il valore del commercio di prossimità e il ruolo delle imprese indipendenti nella vita delle comunità. Da un’indagine condotta tra i consumatori del territorio emerge che il 73,1% degli intervistati ha effettuato acquisti durante la stagione dei saldi, confermando la fedeltà del pubblico all’appuntamento stagionale. Il giudizio sulla convenienza degli sconti, tuttavia, resta improntato alla cautela: il 60% li definisce «nella media» rispetto alle aspettative, e solo un intervistato su otto li considera «molto convenienti».
Il pubblico più attivo durante i saldi si concentra nelle fasce d’età centrali: il 38,5% degli intervistati ha tra 45 e 54 anni e il 30,8% tra 55 e 64, seguiti dalla fascia 35-44 anni (19,2%) e dagli over 65 (7,7%); marginale la presenza di under 35. Sul fronte delle abitudini, solo il 19,2% approfitta dei saldi «ad ogni stagione», mentre la maggioranza li vive in modo più selettivo: il 38,5% «qualche volta» e il 26,9% «raramente». L’11,5% dichiara di acquistare «spesso». Nonostante la crescita dell’e-commerce, il negozio di vicinato resta il canale preferito: il 73,1% degli acquirenti si è rivolto principalmente ai negozi fisici, il 19,2% ha combinato fisico e online, mentre una quota residuale ha acquistato esclusivamente tramite e-commerce o marketplace online. Un dato che FISMO Confesercenti Veneto Centrale legge come un segnale di fiducia verso il commercio di prossimità, chiamato però a innovare per intercettare anche i consumatori più abituati agli acquisti digitali.
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