polemiche e richieste di blocco

TRENTO. Il possibile svolgimento in Trentino, dal 3 al 6 settembre, del raduno neonazista «Ritorno a Camelot», organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, accende lo scontro politico e porta l’attenzione anche sul fronte della sicurezza. Dopo la presa di posizione di Angelo Bonelli (Avs), che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, interviene il Pd del Trentino con la deputata Sara Ferrari. Ferrari lancia un appello ai componenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica «affinché non autorizzino alcuna manifestazione o assembramento apertamente e dichiaratamente antidemocratico, che veicola principi neofascisti contrari alla nostra Costituzione, in qualsivoglia luogo del territorio trentino».
Il Pd del Trentino esprime «sconcerto e ferma condanna» e rivolge un appello diretto al presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, alla giunta provinciale e al Commissario del governo, chiedendo di intervenire «con immediatezza» presso il Ministero dell’Interno per impedire lo svolgimento della manifestazione.
Fugatti, interpellato dall’Ansa, risponde ribadendo la collaborazione con le autorità dello Stato. «Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è piena fiducia e collaborazione con le autorità dello Stato preposte alla sicurezza e con le forze dell’ordine, sotto il coordinamento del Commissariato del governo, rispetto alle decisioni e valutazioni in merito al raduno e alla sua gestione», afferma. Il presidente della Provincia richiama quindi i valori nei quali si riconosce la comunità trentina: «Come istituzioni trentine, non possiamo che ribadire il fatto che rappresentiamo una comunità che si riconosce in un patrimonio di valori, quelli della Repubblica e dell’Autonomia, che ci apprestiamo a celebrare il 5 settembre, in occasione degli 80 anni».
Sul fronte delle autorità, intanto, non risultano richieste formali. La Digos e la Questura di Trento stanno «raccogliendo tutti i dati e tutte le informazioni del caso». A confermarlo è Isabella Fusiello, commissario del governo di Trento, che presiede anche il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Al momento non c’è assolutamente nessun tipo di richiesta», spiega. Il Comitato sarà convocato nei prossimi giorni.
Resta quindi da chiarire anche il luogo nel quale dovrebbe svolgersi l’evento. Al momento non ci sono informazioni precise, mentre nelle chat Telegram l’indicazione riportata è «Trentino region».
In passato questo tipo di manifestazione, come l’edizione organizzata a Treviso, alla quale hanno partecipato oltre un migliaio di persone, è stato realizzato su terreni privati o in strutture private. In questo modo, viene spiegato, non sono necessarie particolari richieste o autorizzazioni e nemmeno i tre giorni di preavviso richiesti, nel caso di grandi eventi all’aperto, per la comunicazione alla Prefettura.
In sostanza, l’iniziativa potrebbe configurarsi come un evento privato, anche se caratterizzato da una precisa connotazione politica, organizzato quindi in un’area privata.
Questo non esclude però il rischio di possibili contatti con gruppi di orientamento politico opposto. Per questo, parallelamente alla raccolta delle informazioni, sono in corso anche valutazioni sulla gestione della sicurezza.
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