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Commercio di beni, il deficit Usa sale del 17,2% a luglio

Gli ordini di Donald Trump sul commercio non stanno portando risultati apprezzabili. Nonostante i dazi voluti dall’amministrazione repubblicana, gli Stati Uniti continuano a comprare all’estero più di quanto vendono sui mercati globali. A luglio, il deficit commerciale americano relativo alle merci si è ampliato, raggiungendo il livello più alto dal marzo del 2025, quando gli importatori si affrettarono ad acquistare merci in vista dell’annuncio dei dazi dalla Casa Bianca per il Liberation Day.

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Secondo i dati diffusi ieri dal dipartimento del Commercio, il disavanzo nello scambio di beni è cresciuto del 17,2% rispetto a giugno, attestandosi a 118,8 miliardi di dollari. Il divario è risultato superiore a tutte le stime formulate dagli economisti interpellati in un sondaggio di Bloomberg.

Le importazioni di merci sono aumentate del 3,7% a 318,2 miliardi di dollari, il livello più alto dal record di marzo 2025, grazie a un balzo dell’11,3% nelle importazioni di beni strumentali, legato alle apparecchiature necessarie per alimentare il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale. «Questa categoria è stata sostenuta dalla spesa incessante delle imprese in prodotti ad alta tecnologia associati allo sviluppo dell’AI, che al momento non mostra segni di rallentamento», ha spiegato Matthew Martin, economista senior per gli Stati Uniti presso Oxford Economics. «Prevediamo – ha aggiunto – che le importazioni di beni strumentali sosterranno una forte crescita delle importazioni fino al 2027 inoltrato». Le importazioni di beni di consumo sono invece aumentate solo lievemente, mentre altre categorie, come i beni industriali, hanno mostrato una flessione degli arrivi.

Le esportazioni americane di merci, che avevano raggiunto un livello record ad aprile, sono diminuite del 2,9% a 199,4 miliardi di dollari, il livello più basso da gennaio. Il calo è dovuto a una diminuzione dell’11,2% delle vendite all’estero di forniture industriali: categoria che include anche greggio e prodotti petroliferi.

«Il deficit commerciale sui beni, superiore alle attese, peserà sulla crescita del Pil nel terzo trimestre, ma riflette la forte domanda di prodotti legati all’AI, non una debolezza dell’economia statunitense», ha affermato in una nota Kathy Bostjancic, capo economista di Nationwide.


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