Calabria

Soriano, inchiesta “Doppia curva”, il questore di Vibo annulla la messa in suffragio di Antonino Macri



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«I manifesti erano affissi per tutta la città, anche con frasi di partecipazione e cordoglio dei parenti come “ti vogliamo bene zio Nino” e “Ciao Nonno Nino”, davano indicazioni chiare ai cittadini di Soriano Calabro, piccolo comune del Vibonese al centro delle cronache per l’inchiesta ‘Doppia curva’ e per il recente scioglimento per mafia dell’amministrazione comunale. L’appuntamento era previsto alle 17 al Santuario di San Domenico di Soriano Calabro, orario in cui erano state fissate le esequie. Ma poco prima della funzione si sono presentati in Chiesa quattro gazzelle della Polizia e dei Carabinieri che hanno comunicato l’annullamento della cerimonia. Sconcerto fra i numerosi amici, parenti e conoscenti che avrebbero voluto partecipare alla messa in ricordo di Antonino Macri, molto conosciuto in paese anche per la sua attività nell’ambito della protezione civile. E che non hanno rinunciato a commemorarlo rendendogli un saluto in via Giuseppe Garibaldi dove si trovava la camera ardente aperta fin dal mattino». Lo rende noto, con un comunicato, il giornalista e massmediologo Klaus Davi.

«Molti di coloro i quali avrebbero voluto partecipare alla messa – prosegue la nota di Davi – si sono assiepati attorno all’ingresso della camera ardente e hanno atteso fino alle 19, orario in cui è avvenuta l’inumazione. Un evento blindato a cui hanno potuto partecipare solo i familiari, contraddistinto da una presenza massiccia di forze dell’ordine. Non si conoscono le motivazioni della decisione della questura ma di sicura la presenza della ‘legge’ ieri a Soriano è stata massiccia e capillare. Antonino Macri è il padre di Francesca Macrì, madre di Aurora Simoncini, la moglie di Marco Ferdico ex capo della curva dell’Inter e diventato collaboratore di giustizia. Ferdico ha confessato il proprio coinvolgimento nell’omicidio di Vittorio Boiocchi ucciso a Milano il 22 ottobre 2022. Nel procedimento è emerso (da verificare processualmente) il ruolo di Pietro Simoncini, in passato legato sentimentalmente alla Macri e indagato anch’egli dalla Procura di Milano in qualità di presunto killer dell’ultrà Boiocchi ed è a sua volta autore di una confessione».

Nel corso della giornata Klaus Davi è stato «minacciato di morte da un uomo che ha simulato il gesto della gola tagliata e successivamente da un altro uomo che al cimitero gli ha urlato ‘brutto ricchione non filmare’ e lo avrebbe aggredito se non fossero intervenuti prontamente poliziotti e carabinieri (https://youtu.be/1iQJzUGfTXQ ). “Ormai sono abituato, non fa più notizia – ha detto Klaus Davi – l’unica mia colpa è stata quella di scavare sui collegamenti fra la Calabria e gli omicidi dei tifosi Ultrà milanesi, connessioni inizialmente forse sottovalutate. Anche queste minacce di morte sono indicative, una ennesima prova che avevo capito fin dall’inizio le dinamiche di questa vicenda” ha concluso Davi “ma per rendersi conto di tutto questo bisognerebbe ogni tanto constatare le cose sul posto ….”».


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