Scienza e tecnologia

È un ottimo momento per giocare a Dying Light 2!

Quando arrivò sugli scaffali nel 2022, Dying Light 2 non fu all’altezza delle aspettative, che dopo un primo capitolo supportato alla grande da Techland erano davvero altissime (eccovi la nostra recensione di Dying Light 2 al lancio). Tra bug e problematiche di varia natura, quindi, il lancio del secondo episodio della serie faticò ad ingranare, ma dopo circa quattro anni possiamo dire che la situazione è piuttosto diversa. Ora che il gioco è incluso anche nell’abbonamento a PlayStation Plus, potrebbe davvero valere la pena provarlo o, nel caso in cui siate tra i delusi del lancio, dargli una seconda possibilità.

La rivoluzione del combat system

Dopo un primo anno di vita caratterizzato da poche novità rilevanti e dal debutto della prima e sola espansione a pagamento (ora riscattabile gratuitamente), è iniziato una sorta di percorso verso la redenzione attraverso il quale Dying Light 2 Stay Human si è evoluto a più riprese e, sotto certi punti di vista, è diventato un gioco diverso. Techland ha ascoltato costantemente i feedback della community e ha dimostrato di avere una dedizione che raramente si vede nel mondo dei videogiochi, tanto da pubblicare una lunga serie di aggiornamenti gratuiti che hanno stravolto in meglio il titolo a base di zombi.

Se nel corso del primo anno di vita è arrivato il solo New Game Plus come novità rilevante, nel 2023 le cose hanno iniziato a prendere una piega diversa. L’update intitolato Gut Feeling ha ad esempio rivoluzionato il sistema di combattimento corpo a corpo, rendendolo ben più viscerale rispetto a quanto visto al day one. Basta affrontare qualche nemico in giro per la mappa per rendersi conto di come ora il combat system funzioni decisamente meglio, coi nemici che reagiscono in modo più credibile agli impatti degli strumenti di morte.

Successivamente è giunto il momento di ‘Good Night, Good Luck’, un altro aggiornamento significativo per via del suo impatto sulle dinamiche di gameplay. Oltre ad aver reso le fasi notturne ben più difficili rispetto a quanto visto al lancio, con nemici più numerosi e minacciosi, questo update è intervenuto anche sul parkour. Attivando l’impostazione apposita, è possibile passare infatti ad un sistema di movimento più realistico, in cui il personaggio si muove in modo più naturale in giro per la mappa e le azioni sono decisamente meno assistite. Parliamo di un sistema quindi più vicino a quello del primo Dying Light, che funziona decisamente meglio.

Il ritorno delle armi da fuoco e nuove sfide

Le novità del 2023 hanno semplicemente posto le basi per qualcosa di più grande che sarebbe arrivato solo nell’anno successivo. Il 2024 fu infatti la volta di Dying Light 2 Reloaded Edition, massiccio aggiornamento gratuito che ha segnato un altro grande passo in avanti per il gioco, incontrando il favore dei giocatori con svariate novità di rilievo.

Innanzitutto, questo contenuto ha finalmente reso possibile utilizzare le armi da fuoco, che nel secondo capitolo erano praticamente assenti, fatta eccezione per un rudimentale shotgun dalle munizioni limitate. Portando a termine una quest piuttosto lunga, si possono quindi sbloccare le armi da fuoco nel mondo di Dying Light 2, con tanto di vendor e relative missioni che aiutano ad accumulare una valuta speciale con cui ottenere, con un po’ di fatica, anche bocche da fuoco più particolari rispetto alla pistola che si ottiene al termine della quest Armeria Persa.

Sempre per venire incontro alle esigenze dei giocatori, Techland ha anche introdotto una difficoltà extra intitolata Nightmare, che con una serie di limitazioni all’interfaccia e un aumento del livello di sfida è indirizzata esclusivamente ad un’utenza più hardcore.

È invece adatta a tutti un’altra novità interessante, l’Assalto alla Torre. Siamo di fronte ad una modalità roguelike con tanto di hub centrale in cui si trovano anche Tolga e Fatin, due vecchie conoscenze del primo capitolo. In questa modalità, i giocatori possono scegliere se affrontare da soli o in compagnia la scalata di una torre, usando uno dei personaggi disponibili e accumulando potenziamenti nel corso della partita. Esiste persino un pass con ricompense legate a questa modalità e un albero delle abilità apposito, motivo per cui parliamo di un contenuto che potrebbe tenere impegnati per decine di ore senza particolari problemi.

Il supporto alle mod

Se già tutto questo sarebbe sufficiente a convincere un giocatore a provare Dying Light 2, c’è anche un altro motivo per cui potrebbe essere interessante dare un’altra possibilità al titolo Techland: il supporto integrato alle mod, anche su console. Già inserito nel secondo anno di gioco, questo sistema è esploso di recente grazie a The Breach, una serie di contenuti creati dagli sviluppatori con alcuni modder e disponibili gratuitamente per tutti. Queste sono modalità di gioco create ispirandosi ad altre serie videoludiche o comunque con un tema particolare.

Possiamo ad esempio affrontare una mini-avventura all’interno di un’ambientazione ispirata fortemente a Bloodborne, esplorare una casa infestata con atmosfere che ricordano quelle di Silent Hill oppure combattere all’interno di un’arena di gladiatori. Non si tratta di esperienze particolarmente rifinite e talvolta ci sono elementi che stonano, come la presenza di nemici con abiti moderni nell’arena di gladiatori. In ogni caso, parliamo di un’aggiunta molto interessante, che permette senza costi aggiuntivi di provare un gran numero di esperienze.

Ci ha invece convinto molto meno la possibilità di installare mod che alterano diversi aspetti del gioco. Tralasciando quelli che equivalgono a trucchi, abbiamo provato le telecamere alternative con risultati assai deludenti. Sia la visuale in terza persona che quella isometrica non funzionano tanto bene e, tra animazioni goffe del personaggio e difficoltà nel raccogliere gli oggetti o colpire con precisione i nemici, ci sono ben poche ragioni per consigliare a qualcuno di considerarle delle reali alternative alla telecamera in soggettiva.


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