Abruzzo

Altino, sopralluogo del Ris nella casa del delitto

Gli investigatori sono tornati nella casa del delitto di Altino, dove il 5 agosto scorso Gilda Di Giuseppe, 89 anni, è stata uccisa dal nipote Alessandro Carminucci, 25. Ieri mattina, 12 agosto, si è svolto il sopralluogo tecnico da parte dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma, disposto dalla procura di Lanciano.

All’accertamento irripetibile erano presenti il procuratore capo Patrizia Foiera, la sostituto Elena Belvederesi, il medico legale Sara Sablone e l’avvocato Luigi Toppeta, difensore del giovane che si trova recluso nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti con l’accusa di omicidio volontario. 

Gli specialisti dei carabinieri hanno passato al setaccio l’abitazione di contrada Briccioli, entrando prima da soli per documentare fotograficamente e contrassegnare tracce, oggetti e prove sulla scena del crimine. A seguire sono entrati i due pm, il medico legale Sablone e il difensore dell’indagato.

Obiettivo del sopralluogo era ricostruire tutte le fasi del delitto e i movimenti di vittima ed assassino, nonché per trovare conferma delle dichiarazioni rese dal giovane, che avrebbe rivelato di avere provato a togliersi la vita prima di uccidere la nonna. La sera del 5 agosto Carminucci sembra si trovasse nella mansarda della casa, e nella sua camera da letto si sarebbe procurato tagli alle braccia e sul collo. 

Quindi sarebbe sceso al primo piano dove si trovava nonna Gilda. E’ qui che sarebbe iniziata l’aggressione, con l’anziana che sarebbe fuggita per le scale verso il pianterreno nel tentativo di sottrarsi alla furia omicida del nipote, scatenata forse dalla mancata assunzione di farmaci per i suoi conclamati e gravi problemi psichiatrici. Sempre ieri, il 25enne ha potuto rivedere per la prima volta dal delitto i suoi familiari, che gli hanno fatto visita in carcere.

La casa del delitto


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