All’ex Gandolfi in viale Druso arrivano 25 appartamenti

BOLZANO. La Bolzano senza casa guarda ai piccoli lotti, tra dentro il circuito urbano o a sfiorare i suoi margini, e prova a darsi risposte. L’ultima, arriva dalla parte alta di viale Druso, dove la città intereseca le sue vie di fuoriuscita e tocca i nuovi quartieri di espansione, da un lato Firmian e, sull’altro, Druso Ovest.
Qui, la notizia è che è alle strette un progetto di edilizia privata che ha pronta la stesura di almeno 25 alloggi. «Siamo eventualmente pronti ad accogliere una proposta per una cubatura di 7.700 metri cubi», rivela Stephan Konder. Secondo l’assessore all’Urbanistica nulla osterebbe. Infatti, è sempre Konder a chiarire il possibile contesto dell’operazione: «Il piano di attuazione permette una cubatura di quelle dimensioni, tanto che un progetto di variante sarebbe in grado di ospitare in quel quadrante non meno di 25 appartamenti».
Quell’area ha una storia complicata. Ma tipica di terreni che si vengono a trovare in spazi dove si è molto costruito e in cui la città ha ancora trovato opzioni di espansione edilizia. Il vecchio edificio dove si trovava la storica cantina e mescita della ditta Gandolfi è stato liberato per fare posto, questa era allora l’intenzione, ad un supermercato di una nota catena.Successivamente, la Lidl, azienda che era stata coinvolta, aveva deciso di spostare la sua attenzione oltre viale Druso, nel nuovo quartiere che era sorto ai margini sud di Gries, vicino alle caserme Huber, e lì aveva individuato l’opportunità di un nuovo punto vendita.
A questo punto l’area ex Gandolfi è tornata libera da progetti specifici che la riguardassero ed è qui che è ha deciso di intervenire un costruttore privato il quale, secondo indiscrezioni, sarebbe pronto a chiedere una variante d’uso al Comune e costruire lì almeno due palazzine per complessivi 25 alloggi. O forse più. Contando, appunto, su un piano di attuazione comunale che consente questa cubatura.Quell’ultimo lembo di Bolzano si conferma quindi, a dispetto invece dei blocchi soprattutto politici che riguardano le aree di verde più o meno agricolo verso l’ospedale, una nicchia potenzialmente costruttiva in grado di dare risposte, seppur ancora parziali, all’emergenza abitativa bolzanina, la quale sta raggiungendo livelli di richiesta ormai drammatici, preparandosi a diventare una bomba sociale.
«Gli alloggi che potrebbero sorgere lì – commenta Claudio Corrarati – entrano nel computo che avevo elaborato per arrivare a quei mille appartamenti da offrire quale risposta nell’immediato».
Il sindaco infatti, ha da poco chiarito la sua strategia dei tempi brevi: «In attesa dei grandi progetti dell’Areale e delle Caserme Huber è inutile, come per quelli viabilistici, stare fermi aspettando il domani. Se si mettono insieme i progetti in atto ai Piani, quelli di riqualificazione delle case comunali, le aree artigianali, gli altri sparsi a macchia di leopardo, compreso questi in arrivo alla ex Gandolfi, ecco che Bolzano potrà avere una prima risposta». La seconda attende soprattutto l’impegno della Provincia, oltre a quello del Comune.
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