«È utile la rete di defibrillatori»

FANO Ha destato grande emozione in tutti i presenti quanto avvenuto martedì pomeriggio all’interno del Fano Center, dove un uomo di 40 anni che si trovava nei pressi delle casse del centro commerciale è stato colto da infarto: il suo volto in breve è divenuto cianotico e i suoi occhi non davano segni di vita perché il suo cuore si era fermato. Ma la trepidazione è proseguita poi di fronte all’intervento di due giovani medici dell’Ast di Pesaro e Urbino, marito e moglie, che sono riusciti dopo un lungo operare, con il massaggio cardiaco e l’uso del defibrillatore di cui è dotato il centro commerciale, a far ripartire il cuore dell’infartuato.
Il cuore è ripartito
È stato un intervento prezioso che ha permesso in seguito al personale del 118 di continuare felicemente l’opera. Ciò che ha impressionato è stata la decisione dei due nell’intervenire direttamente, insieme alla professionalità con la quale hanno agito. Un intervento che ha provocato il plauso dell’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, il quale ha evidenziato l’efficienza di una catena di pronto soccorso, in cui sono stati determinanti due cittadini presenti sulla scena dell’incidente. «Una chiamata al numero di emergenza da parte di questi ultimi – sottolinea Calcinaro -, l’allerta ai first responder tramite l’app Dae Marche, un defibrillatore disponibile nelle vicinanze e un intervento immediato, così si è salvata una vita. Una vicenda che dimostra quanto il fattore tempo sia determinante. In caso di arresto cardiaco, infatti, ogni minuto che passa senza intervento riduce di circa il 10% le probabilità di sopravvivenza. Per questo non basta contare soltanto sull’arrivo dei mezzi di soccorso: serve un sistema capace di portare il primo intervento nei primissimi minuti. Questa è la dimostrazione – aggiunge l’assessore – che la scelta della Regione Marche è quella giusta. Sull’arresto cardiaco non è possibile intervenire in maniera efficace e tempestiva con le sole ambulanze che corrono in strada. Serve un sistema di tecnologie e di persone che consenta di prendere in carico questi pazienti in tempi strettissimi. Le Marche hanno saputo costruire un sistema che salva vite. Questo episodio dimostra che una rete di defibrillatori può fare la differenza».
Questa volta il destino ha voluto che fossero presenti due medici che sono riusciti a riportare in vita un uomo che già aveva perso conoscenza prima che arrivasse l’ambulanza dei 118. È necessario quindi incentivare i corsi di formazione tra i cittadini e curare l’efficacia della rete, come indica Calcinaro, in modo che i defibrillatori siano costantemente censiti, geolocalizzati, funzionanti e immediatamente individuabili.




