i familiari chiedono perizie sulla striscia sull’asfalto lungo l’Asse nord-sud in direzione Baraccola

ANCONA Una famiglia distrutta dal dolore, e con il desiderio di scoprire la verità sull’incidente che ha portato via Gianluca Gabriele, lunedì sera. Sono devastate le donne che lo hanno amato: la moglie Diva, le figlie Valentina e Valeria, la sorella Luana. Anche Luca, l’altro figlio 19enne, non sa capacitarsi della morte dell’amato papà e tutta la famiglia vuole vederci chiaro. «Non accusiamo nessuno – dice tra lacrime e singhiozzi Valentina, 32enne figlia di Gianluca, che lavora alla piadineria della Baraccola – ma non siamo sicure che nostro padre sia uscito di strada da solo: c’è una striscia sull’asfalto che vorremmo fosse analizzata dai periti».
Gli accertamenti
La polizia locale di Ancona sta acquisendo le immagini delle telecamere che potrebbero far luce sulla dinamica del tragico incidente stradale che ha strappato alla vita Gianluca Gabriele, 54enne residente a Castel d’Emilio. E la famiglia Gabriele attende con ansia il parere degli esperti. Gabriele è morto mentre era in sella alla sua amata Harley Davidson lungo l’Asse nord-sud in direzione Baraccola: secondo le prime ricostruzioni in attesa di essere confermate, poco prima della galleria di Brecce Bianche, sarebbe scivolato finendo contro un segnale di divieto che si trovava alla sua sinistra. «Papà era un uomo buonissimo – dice disperata Valentina – era una persona d’oro, un uomo generoso». Non riesce a dire altro la figlia maggiore che condivide il grande dolore per la perdita del genitore con la sorella Valeria, di 24 anni, il fratello Luca, studente 19enne, la mamma Diva e Luana, la sorella di Gianluca, che gestisce La Bottega della Frutta in corso Amendola. Gianluca lavorava in una ditta che ripara e cambia gli pneumatici per i mezzi della Conerobus. «Era estremamente professionale – dicono alla Conerobus – quando c’era necessità veniva nei depositi col suo furgone, dove custodiva tutta l’attrezzatura necessaria e cambiava le gomme degli autobus». Andrea Lelli era un amico di Gianluca. «Abbiamo condiviso per diversi anni in passato le vacanze in montagna con le nostre famiglie – dice – andavamo a Polsa di Brentonico, in Trentino. Era una bella persona, positiva e buona. Con lui e la moglie Didi, passavamo ore spensierate. Lo avevo visto qualche tempo fa: era a cena con la moglie da Gigetto a Polverigi e ci eravamo salutati affettuosamente». La salma è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa che vengano eseguiti accertamenti autoptici. Per questo non sono stati ancora fissati i funerali.




