Agriturismo in Umbria, numeri da primato per un agosto all’insegna dell’esperienza

L’indagine Coldiretti/Ixè fotografa un’Italia che si mette in movimento, con 18,7 milioni di cittadini pronti a lasciare le città per sfuggire alle ondate di caldo, e l’Umbria che si candida a ruolo da protagonista nella nuova stagione del turismo sostenibile.
Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, l’Umbria può contare su una rete capillare di 1.322 strutture agrituristiche, un patrimonio diffuso che la rende una delle regioni più attrezzate per rispondere alla domanda di turismo lento e di prossimità. Di queste, 458 sono dedicate alla ristorazione, 396 offrono servizi di degustazione e ben 611 propongono attività collaterali, che vanno dai laboratori artigianali alle escursioni naturalistiche.
Un’offerta che si traduce in numeri ragguardevoli sul fronte dell’accoglienza: in Umbria sono disponibili 21.894 posti letto e 16.081 posti a tavola. Oltre una struttura su cinque (233) sorge in montagna, a testimonianza di una vocazione che unisce paesaggio, altitudine e tradizione rurale.
Un dato che colpisce è la forte impronta imprenditoriale femminile: il 45% degli agriturismi umbri è gestito da donne, una percentuale che supera ampiamente la media nazionale e che racconta di una regione dove l’innovazione agricola passa anche attraverso la leadership al femminile.
A tracciare il quadro è Elena Tortoioli, presidente di Terranostra Umbria, l’associazione agrituristica di Coldiretti: “L’agriturismo si conferma una scelta sempre più apprezzata da chi desidera vivere una vacanza autentica, sostenibile e legata ai ritmi della campagna. In Umbria questo trend è trainato dal turismo esperienziale: enoturismo, birraturismo, oleoturismo e itinerari dedicati ai formaggi stanno vivendo una crescita straordinaria. Le nostre aziende offrono degustazioni, corsi di cucina, laboratori artigianali e iniziative per il benessere all’aria aperta, creando un’esperienza a 360 gradi”.
Tortoioli sottolinea anche il valore economico di questa tendenza: “Il turismo enogastronomico rappresenta un’opportunità strategica per promuovere le nostre eccellenze agroalimentari e sostenere l’economia delle aree rurali, creando valore e occupazione. Sempre più forte è l’interesse per i cammini rurali, da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, che consentono di vivere il territorio con un approccio lento e rispettoso dell’ambiente”.
Le dichiarazioni della presidente Tortoioli trovano conferma nei dati nazionali, che indicano come il 61% degli italiani resterà in Italia e il 28% non si allontanerà nemmeno dalla propria regione, una tendenza che favorisce le destinazioni a corto raggio come l’Umbria.
Elisa Polverini, vicedirettore di Coldiretti Umbria, sottolinea: “Gli agriturismi umbri rappresentano oggi un punto di riferimento imprescindibile per il turismo esperienziale che valorizza il territorio e le produzioni locali. I dati del turismo in Umbria continuano a crescere e le nostre strutture sono sempre più protagoniste nell’accogliere famiglie e visitatori. I viaggiatori cercano sempre di più il legame con il territorio, e l’Umbria ha tutte le carte in regola per offrire esperienze capaci di coniugare benessere, cultura, natura e qualità dell’agroalimentare regionale”.
Numeri, visione e strategia si fondono così in un quadro che vede l’Umbria pronta ad accogliere il grande esodo di agosto, forte di un sistema agrituristico che non è solo ricettività, ma vera e propria narrazione del territorio. Le aziende umbre, accanto ad alloggio e ristorazione, propongono sempre più attività sportive e naturalistiche, trasformando ogni soggiorno in un’immersione nelle eccellenze di una regione che sa essere, al tempo stesso, tradizione e innovazione.
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